MotoGP, Schwantz punge Iannone: “Non ha motivazione”

Kevin Schwantz (photo Facebook)

Kevin Schwantz, campione del mondo in Suzuki nel 1993, è a dir poco rattristato per le sorti del team Suzuki. Già nelle settimane passate non ha avuto remore nel giudicare l’operato di Andrea Iannone. Netta la differenza di prestazioni rispetto all’anno scorso, con Maverick Vinales capace di vincere a Silverstone e guadagnare tre podi. Dopo nove gare lo spagnolo aveva 83 punti, Iannone solo 28.

Nulla di cui essere contenti per l’ex campione della classe 500. “Non posso parlare di molti dettagli, perché non ho passato troppo tempo nel box. Ma, per quanto ho visto, l’etica del lavoro, la mentalità e la concentrazione non sono disponibili… Andrea Iannone doveva formare con la sua esperienza la spina dorsale della squadra. Ma semplicemente non esiste… Lo stress nella squadra deriva dal fatto che non c’è una vera direzione, perché la leadership è carente e perché non esiste nessuna linea di approccio”.

La mossa più sbagliata è stata di lasciar partire Aleix Espargarò, un pilota che ben conosceva la GSX-RR. Considerando che Suzuki non ha moto satelliti è un po’ come ricominciare da zero. “Non posso giudicare ciò che Andrea Iannone discute con il suo capo equipaggio, che ha portato dalla Ducati”, ha aggiunto Kevin Schwantz a Speedweek.com. “Non vedo l’unità, non vedo la motivazione, non vedo l’intensità”.

Nei test invernali Suzuki non sembrava talmente in difficoltà. Nella prima gara Iannone lottava per il podio fino a quando non è caduto. In Argentna ha fatto una falsa partenza, ma aveva il passo per lottare al vertice. “Sembra come se Iannone abbia perso l’incentivo quando Rins si è infortunato in Texas. Nella classe MotoGP al primo posto c’è il voler sconfiggere il compagno di squadra – ha concluso l’ex campione statunitense -. Ma questo non dovrebbe essere realmente la tua motivazione e ispirazione”.