La Honda non ha dubbi: “Restiamo in F1”

Fernando Alonso, McLaren Honda (©Getty Images)

Dopo i primi punti stagionali conquistati in Azerbaijan Fernando Alonso spera di replicare a Budapest, dove ad accoglierlo ci sarà un circuito lento e ricco di cambi di direzione, ideale per il suo motore Honda, poco affidabile, ma soprattutto ancora indietro rispetto alla concorrenza in termini di potenza.

“Sulla carta l’Hungaroring rappresenta una delle opportunità migliori del calendario per noi”. Ha ammesso l’iberico della McLaren. “Considerato che è corto e tortuoso il propulsore conterà di meno, mentre il tempo sul giro dipenderà molto di più dalle potenzialità del telaio. Le temperature di solito sono elevate, per cui sarà un weekend particolarmente complicato per i piloti e le squadre. Essendo poi l’ultimo appuntamento prima della pausa estiva ottenere un risultato potrebbe essere un importante sprone per il morale in vista del prosieguo”.

Da vecchio volpone consapevole di tutte le pecche della power unit nipponica il campione di Oviedo preferisce non farsi castelli in aria pur ammettendo di essere più tranquillo avendo smaltito gran parte delle punizioni previste in caso di sostituzione delle diverse componenti. “L’aspetto cardine, come sempre, sarà l’affidabilità. Infatti, anche qualora la monoposto dovesse registrare performance migliori ci sarà bisogno di un fine settimana senza problemi tecnici per beneficiare davvero delle caratteristiche del tracciato e sperare di poter entrare in zona top 10”. Ha proseguito nella riflessione. “A Silverstone abbiamo preso una decisione importante in termini di modifiche da apportare con conseguenti penalità in griglia in modo di essere pronti per questo round. Incrociamo quindi le dita che quella scelta possa pagare e ci consenta di raccogliere qualcosa”.

Intanto dal canto suo la Honda ha confermato per mezzo di uno dei responsabili del reparto F1 Masashi Yamamoto, che malgrado gli esiti ancora deludenti del ritorno nella massima serie “non vi è alcuna intenzione di ritiro da parte del marchio, che la McLaren continuerà a montare unità giapponesi e che con la Sauber sono riprese le negoziazioni dopo il licenziamento di Monisha Kaltenborn, dirigente con cui era stata stipulata la partnership di fornitura”.

Chiara Rainis