Autovelox, finalmente si fa luce con direttive precise

Autovelox (Getty Images)

Il mondo degli autovelox sta per ricevere una decisa spallata grazie alla direttiva Minniti, che prevede una definizione più efficiente dei sistemi di rilevamento della velocità. Tali sistemi si racchiudono in tre macroaree: mobili (apparecchi presenti su veicoli in movimento), temporanei (autovelox) e fissi (tutor). Secondo la nuova direttiva i controlli dovranno essere distanziati l’uno dall’altro secondo precisi regolamenti.

Nel caso in cui la velocità massima consentita sia di 60 km/h, il segmento di controllo deve essere non inferiore ai 500 metri. Nel caso in cui il limite fosse di 100 km/h allora la distanza minima per il segmento di rilevazione sale a 1000 metri. I rilevatori di velocità (nella maggior parte dei casi tutor e autovelox) devono essere preventivamente segnalati adeguatamente.

Maggiore precisione sulla cartellonistica

In materia anche questa direttiva non specifica distanze minime da rispettare tra cartello e rilevatore. In ogni caso la legge specifica che per i cartelli dovranno essere prese in considerazione diverse varianti, come l’andamento della strada e i limiti di velocità posti sulla stessa. In ogni caso, in linea generale, si tengono conto i limiti di distanza per la cartellonistica prescritti dalla legge sulle singole tipologie di strade, che sono: 250 metri su extraurbane principali, 150 metri su extraurbane secondarie e urbane di scorrimento con velocità superiore a 50 km/h e infine 80 metri su tutte le altre tipologie di strade.

Per la distanza massima, invece, non si devono superare i 4 km tra il dispositivo di rilevazione e il cartello che ne segnala la presenza. Inoltre fra i due non vi devono essere intersezioni o strade laterali per uso pubblico.

Infine la nuova direttiva prevede un margine di “abbuono” per il trasgressore del 5% del valore rilevato, che però non deve superare i 5 km%h. Inoltre i decimali non possono essere oggetto di eventuali arrotondamenti. Insomma lo Stato prova a fare sempre più luce sui rilevatori di velocità e gli autovelox, forse, fanno un po’ meno paura ora.

Antonio Russo