Ralf Schumacher: “La Ferrari dovrebbe tenere Raikkonen”

Kimi Raikkonen (©Getty Images)

Dopo la recente polemica con Fernando Alonso, reo di aver dato vita ad Oviedo ad un kartodromo insicuro e pericoloso per i piccoli talenti in erba dell’automobilismo, Ralf Schumacher è uscito nuovamente dalla naftalina per parlare, sollecitato dai media finlandesi, della Ferrari. In particolare il fratello di Michael si è soffermato sulla formazione attuale della Rossa e su quella ipotetica del futuro.

“In termini di talento Raikkonen è fantastico. Ha già vinto un mondiale, ma sono certo che potrebbe ottenere di più. Se si pensa all’età che ha, sta facendo un ottimo lavoro. A mio avviso il Cavallino si è dimostrata davvero intelligente quando ha deciso di tenerlo”. Il commento del tedesco all’Iltasanomat. “Quest’anno ha a disposizione una buona macchina, però Vettel si sta dimostrando più forte. Credo che Sebastian sia nella situazione ideale, però secondo me Kimi ha ancora il potenziale per vincere delle gare. Vedremo cosa succederà nel 2018″.

L’ex pilota Toyota si è poi espresso sul campionato in corso: “Ora è molto più interessante visto che la Mercedes ha una diretta rivale”.

Scetticismo attorno all’Halo

Come noto in questi giorni la FIA ha dato l’ok per l’adozione a partire dal 2018 dell’invenzione Ferrari, il cosiddetto Halo, come sistema di protezione dell’abitacolo. Una struttura tripartita da molti criticata per il suo carattere antiestetico e la dubbia funzionalità. Tra i detrattori del device anche l’ex boss di Maranello Daniele Audetto.

“La sicurezza nel motorsport è una preoccupazione costante per la Federazione e sebbene siano stati fatti progressi in numerose aree, l’abitacolo continua a restare una parte esposta”. La sua riflessione. “Alla mia epoca (ndr. anni ’70)  guidare una monoposto di F1 era un grande onore e un pericolo. Per quanto mi riguarda ho perso tanti amici, tuttavia un pilota dovrebbe sapere accettare i rischi. Molti dei tracciati moderni si trovano nel deserto, dove è quasi impossibile che avvengano incidenti. Tra l’altro è quasi come essere al simulatore visto che si è controllati dal box. La tecnologia è elevata all’estremo e zero rischi hanno portato la categoria a perdere la sua essenza. Ormai gli spettatori hanno perso interesse. Forse è brutto da dire, ma la gente vuole vedere il botto, quasi quanto desidera assistere a bei sorpassi”. La conclusione del 74enne.

Chiara Rainis