Il cambio seamless dietro ai guai della Mercedes

La Mercedes ha finalmente scoperto le cause dei recenti problemi al cambio che le hanno complicato la vita in Austria e in Inghilterra costringendo Hamilton e Bottas a sorbirsi la penalità di cinque posizioni in griglia per la sostituzione del pezzo. Secondo quanto affermato dal direttore tecnico James Allison sarebbero stati causati da un uso un po’ troppo aggressivo del sistema seamless.

“Lo abbiamo provato a lungo in pista ma sapevamo che le chance di non incontrare noie di alcun genere sarebbero state limitate, per cui siamo passati al banco in fabbrica dove abbiamo cercato simulare le condizioni reali. Abbiamo seguito tutto il regolare processo ed infatti inizialmente sembrava ok, poi però nel confronto sul tracciato non ha retto. In particolare a Baku ha sofferto molto per la Forza G che provoca lo spostamento dell’olio”. Ha spiegato il manager austriaco. “In pratica abbiamo passato il limite e ne abbiamo pagato il prezzo”.

Allison ha quindi motivato i guai con il tentativo di frenare in qualsiasi modo la rimonta Ferrari, una ricerca disperata che si è attaccata anche ai pochi millisecondi recuperabili con l’utilizzo di questo genere di shift. “In passato quando si era in una marcia, per cambiare si aveva un attimo di stacco utile per il transito a quella desiderata che faceva perdere il focus sulla guida, con il cambio seamless è diverso. Si va avanti e si scala in maniera istantanea e non si perde neppure una frazione, si crea soltanto del pattinamento”.

“Ormai non siamo più soli al vertice”. Ha infine riconosciuto il britannico. “Il fatto che la Scuderia di Maranello sia tornata ad essere competitiva è assolutamente buono per lo sport e per lo spettacolo, ma noi vogliamo mantenere il comando e per questo stiamo lavorando sodo e tenendo sempre alto il livello di sviluppo. Tuttavia possono capitare degli intoppi. Un esempio il poggiatesta di Lewis che si è staccato e alcune sezioni del cambio che appunto si sono danneggiate”, ha concluso il dt Mercedes.