Andrea Iannone delude Suzuki. Brivio: “Momento difficile”

La Suzuki GSX-RR di Andrea Iannone (Getty Images)

Cosa succede nel box Suzuki dopo un 2016 sfavillante? “Non è naturalmente la stagione che ci aspettavamo”, ha ammesso il team manager Davide Brivio dopo le prime nove gare della MotoGP. Andrea Iannone non si è rivelato degno successore di Maverick Vinales. Cambiano i piloti, cambiano gli stili di guida, ma forse la GSX-RR non è riuscita ancora ad adattarsi al pilota di Vasto.

Troppe difficoltà al posteriore, la Suzuki va in apnea sui tracciati con scarsa aderenza. Le gomme Michelin forse hanno complicato ulteriormente la vita alla casa di Hamamatsu, in difficoltà a trovare un buon set-up di base. Come del resto sta capitando a tutti i team in questa stagione imprevedibile. Ma i 28 punti di Andrea Iannone (16° in classifica) sono un semi-fallimento di squadra e personale.

“Quando Maverick ha deciso l’anno scorso di lasciarci, abbiamo pensato di ripartire con il progetto”, ha dichiarato Davide Brivio a ‘MotoGP.com’. “Abbiamo scelto Andrea, perché abbiamo pensato che può costruire sui risultati di Maverick. Per fare questo abbiamo voluto iniziare con un nuovo rookie Alex Rins”. Ripartire con due nuovi piloti significa quasi ricominciare da zero. E per lo più senza avere a disposizione un team satellite che possa velocizzare lo sviluppo della moto.

La parte tecnica e umana

Per cercare di mettere una pezza alla falla il progettista Satoru Terada è stato sostituito. Dal GP di Barcellona è subentrato Shinichi Sahara che già ha lavorato in precedenza nella squadra MotoGP. “Dopo il ritiro Suzuki nel 2011, ha lavorato in produzione. Ha una grande passione per le corse”, ha spiegato Davide Brivio. “Lui è molto motivato e credo che possa aiutarci a migliorare”.

Ma non basta aggiustare la parte tecnica, serve anche quella umana. Le regole non sono cambiate rispetto alla scorsa stagione, la GSX-RR 2017 è un’evoluzione della moto di Vinales. Tocca ad Andrea Iannone estrarre il potenziale in pista, impresa ancora non riuscita dopo nove gare. “Purtroppo, sono successe tante cose. Andrea era alla guida di un’altra moto e ha preso molto tempo per adattarsi alla nostra moto”. I tecnici giapponesi stanno lavorando sodo per cercare di adattarla al suo stile. “L”elettronica è un settore in cui possiamo migliorare notevolmente – ha aggiunto il team manager -. Anche sul telaio si può fare qualcosa, come può migliorare l’aderenza sulla gomma posteriore”.

Non resta che attendere la seconda parte del Mondiale per capire il livello raggiunto dal team Suzuki e se i tecnici avranno soddisfatto le richieste di Andrea Iannone. “Noi certamente non molliamo e continuiamo a lavorare – ha assicurato Brivio -. E’ certamente un momento difficile… Non sappiamo quanto tempo ci vuole, ma prima o poi dovremmo portare dei risultati”. Nel frattempo Aprilia resta alla finestra per conoscere le intenzioni del pilota abruzzese…

Luigi Ciamburro