Ramon Forcada: “Stoner sapeva perché andava forte in Ducati”

Casey Stoner e Jorge Lorenzo (Getty Images)

Casey Stoner è una di quelle stelle nate all’improvviso, uscite fuori dopo una carriera passata a nascondersi dietro le nuvole. Nel 2005, dopo l’ottimo 2° posto in 250 era stato promosso in MotoGP, al team clienti Honda di Lucio Cecchinello. L’australiano disputò una grande stagione d’esordio, ma allo stesso tempo fu pesantemente criticato per le tante, troppe cadute.

Come riportato da “Motorsport.com”, Ramon Forcada ricorda così quella stagione: “In quell’annata cadde 23 volte, sempre per la perdita dell’anteriore. Casey aveva bisogno di sentire molto l’anteriore della moto”. Era l’epoca in cui ogni squadra adottava un pneumatico diverso e il team di Cecchinello montava le Michelin, troppo morbide per l’australiano.

Stoner talento naturale

L’anno seguente Casey Stoner passò alla Ducati e fu subito magia. L’australiano, infatti, dimostrò di andare davvero forte con la Rossa di Borgo Panigale e soprattutto con i suoi pneumatici Bridgestone.

Forcada quando parla dell’annata che portò il titolo a Casey Stoner racconta: “Mi ha sempre detto che la moto non era meravigliosa, ma che la gomma anteriore gli permetteva di fare quello che voleva. Lui era una bestia, sapeva perché andava così forte in Ducati, gli altri piloti non lo hanno così chiaro. Aveva esattamente la moto che voleva e questo gli permetteva di fare il giro record su qualunque circuito dopo 3 tornate”.

Forcada ha mostrato un’inattesa venerazione nei confronti dell’australiano, che lui ha accompagnato nella sua avventura in Ducati: “Fisicamente non era molto attento, ma è stato il miglior pilota che ho mai visto a livello di qualità innate. Avrebbe potuto vincere tutti i mondiali che voleva. C’erano giorni in cui guidava dopo aver mangiato solo un cioccolatino. Quando fece la sua prima pole aveva perso l’aereo, arrivò appena in tempo per guidare la moto e aveva mangiato solo un po’ di cioccolato”.

Antonio Russo