Jeep cadute dal cielo, i responsabili sono nei guai (VIDEO)

Jeep schiantate (YouTube)

Doveva essere un’esercitazione militare di quelle da ricordare, ma purtroppo le cose sono andate diversamente.  Il fatto è accaduto a Hohenfels, in Germania, alcune Jeep Humvee sono state lanciate da un aereo, ma purtroppo, qualcosa è andato storto e le vetture si sono schiantate al suolo. I militari hanno ripreso tutto e dal video si può appurare che sembrano anche abbastanza divertiti dalla scena, che non è andata per niente giù in America, dove è stata subito aperta un’inchiesta sull’accaduto.

La clip gira sul web da circa un anno, ma solo negli ultimi giorni ha raggiunto su YouTube numeri in termini di visualizzazioni ragguardevoli. Il processo nei confronti dei militari responsabili dell’accaduto è, infatti, in pieno svolgimento. Il sergente responsabile del carico verrà imputato con l’accusa di distruzione di mezzi governativi e false attestazioni. Si stima che il danno si aggiri intorno al mezzo milione di dollari e nel caso in cui venisse dimostrato un errato fissaggio dei paracaduti, l’uomo rischierebbe sino a 10 anni di carcere.

Un mostro in servizio dall’85

Naturalmente nell’occhio del ciclone è finito anche il militare che ha girato il video e che lo ha postato sul web. A Hohenfels si è tenuta la più importante esercitazione dei parà della Nato e naturalmente la figuraccia non è piaciuta per niente agli stati uniti. Nella clip si vedono perfettamente le Jeep Humvee staccarsi dai paracadute e schiantasi al suolo come sassi mentre la voce divertita di un militare commenta l’accaduto stupito.

Le Jeep Humvee sono le vetture militari di ricognizione dell’esercito americano. Nella sua versione non corazzata ha un costo di 65mila dollari, mentre corazzata arriva a 140mila. In servizio dal 1985 ha un motore V8 da 6.2 l capace di erogare 152 CV. Naturalmente ha trazione integrale ed ha sospensioni indipendenti a molle elicoidali. A peso massimo riesce a raggiungere i 100 km/h. Insomma un vero e proprio simbolo di forza, che non meritava di finire distrutto al suolo.

Antonio Russo