MotoGP, moto satelliti sono il ‘plus’ Ducati

Andrea Dovizioso e Danilo Petrucci (©Getty Images)

Dietro i successi di Andrea Dovizioso e Danilo Petrucci si annida un grande lavoro di squadra. Due vittorie e un podio per il forlivese, due podi (e una vittoria sfiorata) per il pilota umbro. Da aggiungere il podio di Jorge Lorenzo. Merito di quel genio di Gigi Dall’Igna, ma anche della vasta disponibilità di moto satelliti, che permettono di raccogliere una gran mole di dati, rielaborarli, studiare le soluzioni a breve-medio termine.

Latita ancora la costanza nei risultati, eppure regna soddisfazione in casa Ducati, con otto moto in pista e un collaudatore, Michele Pirro, che ha raccolto 7 punti con il nono posto al Mugello. “Questo è un bene per la Ducati. Sembra che i nostri team satellite possono essere molto competitivi”, ha sottolineato Davide Tardozzi in un’intervista a ‘Motorsport-Total.com’. Non solo Desmosedici ufficiali, anche Alvaro Bautista è riuscito a distinguersi con il quarto posto in Argentina e il sesto in Germania.

“Questo è un plus per il nostro marchio”, ha aggiunto il team manager di Ducati Corse. Sembra di essere in grado di migliorare le loro prestazioni con la Ducati e tutti i piloti. Questo ci rende molto felici.” Per completare l’opera servirà mettere Jorge Lorenzo in condizioni di lottare costantemente per il podio. Nella seconda parte di campionato possiamo attenderci nuove soluzioni aerodinamiche e un inedito telaio, in grado di migliorare la percorrenza in curva. Ad Andrea Dovizioso e Danilo Petrucci il compito di proseguire sulla stessa scia, ai piloti satelliti di fare da degno corollario ad un progetto che sta gettando le fondamenta per il titolo iridato a breve termine.

Luigi Ciamburro