MotoGP, Brembo: “Valentino Rossi miglior staccatore”

Valentino Rossi (©Getty Images)

Valentino Rossi ha chiuso la prima parte del Mondiale MotoGP al 4° posto a 10 lunghezze dal leader in classifica Marc Marquez. Ma con la vittoria di Assen ha stabilito un altro leggendario record. Dal 1° all’ultimo GP in carriera sono passati 20 anni e 311 giorni. Due decenni di successo sempre accompagnati dai freni Brembo, un asso nella manica del nove volte campione del mondo.

Nonostante i suoi 38 anni di età è ancora al vertice della MotoGP, capace di contendersi il podio in ogni fine settimana, imprevisti legati alle gomme permettendo. Una qualità impareggiabile dettata dalla costanza degli allenamenti e da una passione innata per le due ruote. “La sua continuità ai vertici gli ha permesso di diventare il primatista di vittorie con Brembo: 115 GP e siamo convinti che non sia ancora finita”, si legge sul sito dell’azienda ‘frenante’.

“Non a caso, nelle rilevazioni effettuate dai tecnici Brembo al Mugello the Doctor è risultato anche quest’anno il miglior “staccatore” della MotoGP. Spesso i suoi tecnici gli espongono, al passaggio sul traguardo, la lavagna con la scritta BRK. Ma con ciò non vogliono ricordargli di frenare (Brake), quanto invece di regolare con un pulsante il freno motore, per preservare le gomme. Rossi infatti non ha alcun bisogno di consigli sul modo più efficace di frenare”.

Dalla sua prima vittoria nel 1996 all’ultima di Assen anche l’impianto frenante è evoluto a ritmi incalzanti. L’Aprilia RS125 con cui ha vinto il primo GP era dotata di un impianto frenante Brembo monodisco, che combinava un disco in carbonio con diametro di 273 mm e una pinza composta in due pezzi ad attacco assiale e 4 pistoni. Una pinza totalmente diversa da quella monoblocco e ad attacchi radiali del 2017.

In realtà Brembo aveva già inventato le pinze monoblocco nel 1994, ma erano a disposizione solo della classe 50. Le serie minori del Motomondiale usavano le pinze Brembo composte da due pezzi uniti meccanicamente. “Per quanto concerne, invece, il concetto di pinza ad attacco radiale bisognerà aspettare il 1998. Sarà proprio Valentino uno dei primi a testare nell’inverno del 98 la pinza Brembo, destinata a rivoluzionare gli impianti frenanti e a portarla in gara con l’Aprilia 250. Meccanicamente, l’accoppiamento radiale consente una maggiore rigidezza della pinza che, seguendo nella fase di rotazione quella del disco, è soggetta a minor stress meccanico, con conseguenti minori deformazioni”.

Da allora Valentino Rossi si è sempre affidato alle pinze radiali, dalla classe 250 alla MotoGP. Attualmente team e piloti possono scegliere tra due tipi di pinza in alluminio Brembo: light duty, progettata ed ottimizzata per l’utilizzo con pastiglie standard; heavy duty, specificatamente concepita per l’impiego con pastiglie ‘high mass’.
Raggiunti livelli elevatissimi di prestazioni, i ricercatori Brembo si sono concentrati sul raffreddamento delle pinze.

La differenza più grande dal 1996 ad oggi sta nei dischi freno. L’Aprilia di Rossi era equipaggiata con un monodisco Brembo in carbonio da 273 mm, mentre la Yamaha M1 2017 è dotata di un doppio disco in carbonio Brembo, con diametro che può arrivare sino 340 mm per i circuiti più impegnativi per freni come Motegi. “Nello specifico ad Assen Valentino ha usato dischi in carbonio Brembo da 340 mm, denominati “High Mass”, vale a dire caratterizzati da un 120% di massa in più rispetto ai dischi da 320 mm a fascia standard”.