La F1 si appella ai fanatici del gaming per il nuovo regolamento

F1 Austria 2017 (©Getty Images)

La F1 starebbe considerando la possibilità di affidarsi ai più forti game player al mondo per stabilire le regole del futuro. L’obiettivo, secondo quanto spiegato dal responsabile sportivo della Liberty Media Ross Brawn, sarebbe quello di simulare le varie situazioni di gara per valutare dove e su cosa intervenire per garantire maggior spettacolo.  In soldoni riprodurre alcune varianti in maniera virtuale per evitare errori plateali in stile format qualifiche del 2016, quando dopo appena due appuntamenti si era optato per tornare alla formula prima in uso.

“Stiamo cercando di migliore lo show offerto dalle corse e lì fuori ci sono moltissimi eRacer che potrebbero aiutarci nello sviluppo. Applicati i nostri input potrebbero dirci se ci sono effettivi passai avanti”. La teoria del manager di Manchester. “In fin dei conti i veri rFactor o rFPro non sono tanto distanti dai simulatori utilizzati dai team. Anzi, molte scuderie utilizzano i software creati dell’industria del gaming per incrementare il realismo dell’ambientazione”.

“Al momento siamo in fase di studio. Vorremmo capire cosa dà pepe ai GP. Non si tratta soltanto dei sorpassi, anche perché abbiamo vissuto gare entusiasmanti anche senza. A mio avviso il fattore chiave è la vicinanza tra le vetture, se ce ne sono almeno due in lotta allora si assisterà a qualcosa di avvincente”. Ha proseguito nella riflessione sulle necessità del Circus per riportare un po’ di pubblico sugli spalti e davanti alla tv attingendo alle esigenze 2.0, lontane dalla mitologia del motorsport.

“Un altro aspetto su cui si stiamo concentrando e che potrebbe avere un potenziale enorme è quello di creare un evento parallelo ai vari round. In pratica mentre si sta svolgendo un gran premio consentire ai tifosi di inserirsi con le loro auto virtuali. Per capirci, in caso di entrata della safety car l’eRacer dovrà reagire immediatamente a quella situazione”. Ha concluso con piglio visionario Ross Brwan.

Chiara Rainis