Max Verstappen manda segnali alla Ferrari

Max Verstappen (©Getty Images)

Malgrado l’apparente gran rifiuto del Presidente Sergio Marchionne, che lo ha quasi snobbato quando interrogato in quel di Spielberg, Max Verstappen, in Austria protagonista del quinto ritiro in sette gare, ha ammesso di pensare ormai al solo futuro. E pur senza fare nomi un occhio o un pensierino alla Ferrari sembra averlo fatto.

“Ormai il titolo è fuori portata, per cui d’ora in avanti mi focalizzerò sui singoli GP. Sto cercando di restare positivo e fare di tutto per guadagnare punti, ma per la verità non so più che pensare”. Aveva detto sconfidato al termine del weekend al Red Bull Ring il pilota olandese.

“E’ veramente frustrante quanto accaduto (ndr. l’ultimo ritiro è stato conseguenza dello strike operato da Kvyat allo start) In questa maniera rischio di perdere la fiducia. Non tanto in me, quanto in generale. Prima o poi questa situazione dovrà finire”. Ha riferito in seguito a Motorsport.com. “Io cerco sempre di fare del mio meglio, ma per un motivo o per un altro non riesco a concretizzare”.

“Domenica avevo già accusato problemi alla frizione alla partenza e durante il giro di formazione ho notato che qualcosa non andava. Quando ho lasciato la griglia l’auto si muoveva in maniera strana”. Ha raccontato le noie tecniche che lo hanno comunque disturbato. “Al pronti e via in fase di stacco la frizione ha cominciato ad oscillare e vibrare. Si è attivato l’antistallo, ma è evidente che c’era un danno. Credo dunque che non sarei stato in grado di arrivare alla bandiera a scacchi”.

Infine Verstappen non si è risparmiato in frecciate al team e ai suoi due boss Christian Horner ed Helmut Marko, quasi a far capire che nonostante un contratto valido fino al 2019 potrebbe optare per la rescissione in caso di mancata competitività. “E’ probabile che non abbiano mai dovuto affrontare tanti DNF di fila. Da parte loro si sono scusati, ma con le scuse non si va da nessuna parte. Da Montecarlo non sono più entrato nei dieci”. Ha chiosato caustico.

Chiara Rainis