Ferrari, stagione storica, ma la strada è stata lunga

Ferrari F14 T e SF70H (Getty Images)

È il 25 gennaio 2014, sul sito ufficiale della Ferrari viene presentata la F14 T, una vettura che per forza di cose entra nella storia del Cavallino, anche se purtroppo non per motivi sportivi. La monoposto, infatti, è la prima ad inaugurare la nuova Era delle Power Unit. I piloti scelti per la stagione sono due campioni del mondo come Fernando Alonso e Kimi Raikkonen. La macchina alterna al caratteristico rosso Ferrari, tanto nero, soprattutto al retrotreno.

La Ferrari F14 T viene definita subito molto brutta a causa del suo musetto scorbutico, ma agli appassionati non interessa, l’importante in fondo è che sia vincente. Si parte subito male con un 7° posto per Raikkonen e un 4° posto per Alonso in Australia.  Proprio lo spagnolo cerca di salvare la pessima stagione del Cavallino con un 3° posto in Cina e un 2° posto in Ungheria.

Finalmente la Power Unit Ferrari ruggisce

La novità motoristica non sembra proprio andare giù alla Ferrari, che paga diversi km/h di differenza sulle velocità di punta dei propulsori Mercedes. Hamilton praticamente le vince tutte e si laurea campione del mondo. Il Cavallino Rampante, invece, seguendo la solita filosofia del: “meglio finire la gara che essere più competitivi e non arrivare al traguardo” soffre maledettamente e chiude la stagione con appena 216 punti raccolti tra Alonso e Raikkonen.

Proprio gli scarsi risultati della Power Unit Ferrari spingono Alonso via da Maranello, per la precisione alla McLaren (con il senno di poi mai scelta fu più sbagliata). Ora 4 stagioni dopo possiamo letteralmente parlare di stagione storia per il Cavallino Rampante. Dopo appena 8 gare, infatti, nonostante qualche sfortuna, Raikkonen e Vettel hanno già ottenuto 226 punti, addirittura 10 in più di quanti ne raccolse la F14 T nell’intera stagione.

Insomma non si può certo dire che a Maranello non abbiano lavorato a fondo su un problema che era evidente a tutti. La Power Unit Ferrari quest’anno è cresciuta tantissimo tanto da raggiungere finalmente le prestazioni Mercedes. Ora bisognerà capire quanto l’allontanamento dell’ormai ex capo motorista Sassi dal progetto possa influire sullo sviluppo di un propulsore, che per la prima volta nelle ultime 4 stagioni ha dato seriamente l’impressione di essere da mondiale.

Antonio Russo