Tre rebus per Valentino Rossi: gomme, collaudatore e scelte Yamaha

Valentino Rossi (Getty Images)

Tempo di vacanze e conti di metà stagione per Valentino Rossi, 4° alla pausa estiva a -10 dal leader Marc Marquez.  In una stagione MotoGP mai così imprevedibile, dove le gomme Michelin sono la variabile impazzita, è difficile maneggiare l’aritmetica. Altrettanto complesso è studiare un setting di partenza universalmente valido, visto che su ogni circuito può accadere tutto e il contrario di tutto. Il campione di Tavullia ha fatto netti progressi con il telaio di seconda evoluzione, ma i problemi sono ancora lontani dallo svanire.

Capitolo gomme: “Per le gomme è cambiato molto rispetto all’anno scorso, i rapporti di forza e le condizioni dei percorsi variano da una settimana all’altra. Pertanto non riusciamo a migliorarci su ogni tracciato rispetto al 2016”, ha chiarito Valentino Rossi. La Honda riesce a gestire meglio il posteriore in ogni situazione e questo ha fatto sì che Marquez chiudesse il primo tempo del Mondiale in testa alla classifica. Riuscendo persino ad attutire le due cadute in Argentina e Francia. “Riescono a preservare meglio la gomma posteriore, questo fa la differenza”, ha sottolineato dopo il Sachsenring.

Capitolo collaudatori. Il lieve malessere Yamaha è da ricercarsi anche dall’alto. Ducati può contare su un tester d’eccezione come Casey Stoner e un validissimo Michele Pirro. Honda ha puntato su Hiroshi Aoyama, che vanta oltre quattro stagioni in MotoGP più svariate comparse. Yamaha invece fa leva su Katsuyuki Nakasuga, che negli ultimi cinque anni ha corso in classe regina solo in occasione del GP del Giappone. Un autentico piede sul freno per lo sviluppo della YZR-M1. “Abbiamo Nakasuga che è veloce. Ha vinto con le Superbike giapponesi. Tuttavia lui non è come noi”, ha ammonito il nove volte iridato. In altre parole: Yamaha ha bisogno di un collaudatore all’altezza di un team iridato.

Divisioni ai box. Yamaha ha seguito le indicazioni di Vinales nei test invernali, mettendo quasi a tacere i consigli di Valentino Rossi che vanta un’esperienza pluriennale in sella alla M1. Tant’è che la casa di Iwata ha dovuto allestire in fretta e furia un nuovo telaio più a misura del Dottore. Adesso le strade si dividono: per Maverick bisogna puntare sull’elettronica, per il pesarese sul grip al posteriore. L’uno è contrario all’ultimo telaio, l’altro favorevole. Ma gli errori invernali si pagano per tutta la stagione e le scintille estive ancora devono arrivare.

Luigi Ciamburro