Renault a favore delle indagini FIA sull’olio bruciato

Renault (©Getty Images)

Il principio fu il GP dell’Azerbaijan, alla vigilia del quale la Federazione aveva fatto pervenire a tutti i team un comunicato in cui veniva dichiarato illegale qualsiasi utilizzo di olio bruciato per migliorare la combustione e quindi le prestazioni del motore. E subito dopo è scoppiata la caccia al colpevole. A chi poteva aver adottato questo escamotage di cui era stata accusata l’anno scorso la Mercedes ed il nome emerso è stato quello della Ferrari. Magicamente capace nel giro di pochi mesi di ridurre lo svantaggio della scuderia di Stoccarda in termini di performance.

“La FIA non tira fuori certe discussioni o chiarimenti se non ne ha un motivo”. Ha dichiarato a Motorsport.com il capo del reparto propulsori Renault Remi Taffin a proposito dell’immediata smentita da parte del Cavallino. “Anche se per quanto ci riguarda non prestiamo molta attenzione al tema perché abbiamo altre cose di cui preoccuparci, apprezziamo che l’organo competente abbia ribadito il regolamento vigente. Detto ciò non so se ci sia qualcuno che si affida a metodi simili al giorno d’oggi”.

FIA poco determinata

Se il versante Viry si è dimostrato in linea con i propositi investigativi della Federazione, più critico si è mostrato il CEO della Force India (cliente per quanto concerne la PU della Casa di Stoccarda) Otmar Szafnauer, che ha sottolineato come Todt&co abbiano parlato molto e agito poco. “E’ da tempo che circolano certi sospetti, per cui la FIA aveva tutto il tempo per sistemare la questione e non l’ha fatto”. Il suo parere. “Ha continuato a procrastinare e adesso forse è troppo tardi”.

E sempre sull’argomento power unit il responsabile sportivo Liberty Media Ross Brawn ha ipotizzato un regolamento 2021 più snello e agevole in fatto di gettoni a disposizione per lo sviluppo delle unità con l’obiettivo di avvicinare i grandi costruttori alla F1.