La sentenza sul caso Vettel-Hamilton infiamma la rete

Sebastian Vettel (©Getty Images)

Sta facendo esplodere il web la decisione presa dalla FIA lunedì a proposito del tamponamento con sportellata ai danni di Hamilton da parte di Vettel nel corso del GP dell’Azerbaijan. Dopo aver convocato in pompa magna il ferrarista ad esporre i motivi del gesto, costatogli già 10″ di penalità in gara, il Tribunale federale ha concluso tutto con una stretta di mano una volta raccolte le scuse del tedesco, estese a Lewis e a tutti gli spettatori, consapevole di aver “reagito in maniera eccessiva”.

Siti come Crashnet  hanno addirittura lanciato un sondaggio per tastare il polso dei tifosi e per il momento i detrattori del quattro volte iridato, o i fan dell’inglese stanno avendo la meglio, mentre su Twitter i commenti relativi ad un atteggiamento troppo pro Maranello della Federazione si sprecano, sottolineando come la manovra discutibile del 30enne potrà d’ora in avanti creare giurisprudenza.

Tra le tante voci contrarie alla Rossa senza punizione, qualcuno ha però preso le difese di Seb, ossia Damon Hill, campione del mondo di F1 nel 1996 e ora commentatore tv, soddisfatto del responso in quando seguito ad un chiaro pentimento.

Ovviamente non poteva mancare Motorsport.com che si è posta quattro domande per cercare di capire i motivi dell’archiviazione senza condanna. E’ sufficiente chiedere perdono per concludere una questione del genere? E’ arrivato il momento per la FIA di rivedere il proprio processo decisionale? Lo sport ha bisogno di maggior trasparenza (ndr. ad esempio non è stata diffusa la telemetria Mercedes che ha scagionato subito il #44)? Non sarebbe il caso di mettere in cantina questo episodio per evitare di oscurare un altrimenti avvincente campionato?

Infine in queste ore sulla pagina Instagram di Hamilton è apparso il commento di un fanatico del driver di Stevenange, un tale Tillykeeper_zackfan, a cui il pilota ha risposto con un like che dice: “Dopo questa sentenza ho perso tutto il rispetto che avevo nei confronti della FIA, della Scuderia Ferrari e di Sebastian Vettel. Il messaggio inviato è che in pista si può fare ciò che si vuole e colpire gli avversari, intanto basta scusarsi. Se Lewis avesse fatto lo stesso sarebbe stato squalificato, avrebbe ricevuto un’ammenda e sarebbe stato privato di punti utili per la classifica. La Federazione è sempre stata e continuerà ad essere a favore della Ferrari”.

Chiara Rainis