MotoGP in balia della Michelin. Valentino Rossi dal paradiso all’inferno

Valentino Rossi al Sachsenring (©Getty Images)

Dal paradiso all’inferno in pochi giorni. Dalla vittoria di Assen alla ripida salita del Sachsenring in maniera quasi inspiegabile. Se non fosse che le gomme Michelin hanno il potere di cambiare le sensazioni da un tracciato all’altro in maniera sorprendente e imprevedibile. E’ un vortice di sensazioni rivoltose che colpisce tutti indistintamente, che affossa i forti ed esalta i deboli. E’ la parte eccitante della stagione 2017.

La diagnosi di Valentino Rossi è fredda e inconfutabile. “Molti piloti e numerose moto sono molto vicini tra loro. La situazione cambia da una settimana all’altra. Tutto è aperto. E noi siamo in mezzo, io non sono molto lontano. Il ritmo delle diverse moto è molto simile. Anche se alcune moto sono molto forti su alcune piste, tuttavia, hanno problemi su altre”. Finora la Yamaha ha avuto problemi a Jerez e Barcellona, ​​ma era la migliore a Le Mans e Assen.

In Germania il vento butta in senso contrario e l’unica maniera per uscirne indenni è cercare di limitare i danni. Consapevoli che poco o nulla si può fare per puntare alla vittoria. “Sappiamo anche che il livello dei piloti è molto alto”, ha sottolineato il Dottore. “Molti piloti sono in gran forma quest’anno. Inoltre, alcuni che non si aspetterebbero di essere in avanti possono vincere le gare”. Un riferimento implicito a Danilo Petrucci, capace di fare meglio di un pilota del calibro di Jorge Lorenzo con la medesima moto.

E’ finita l’epoca dei big, la regia del Mondiale è in mano all’incertezza (alias Michelin). In questi casi la vittoria è frutto di fortuna e caso. “Di solito si vede dopo sei o sette gare chi sarà il tuo principale rivale. Quest’anno cambia ogni fine settimana, tutti sono molto forti”. E neppure un nuovo telaio o un cupolino bucherellato per migliorare l’aerodinamica possono essere di aiuto. La chiave del successo? “Cercare di vincere quando appare possibile, se la moto e le gomme funzionano bene”.

Ingredienti che rendono la MotoGP uno show imperdibile, mai noioso. Un bene per gli spettatori, una condizione di disagio per i piloti migliori. “Ci sono pro e contro. Non si sa mai cosa aspettarsi – ha ammesso Valentino Rossi -. E’ frustrante, perché tra una settimana e l’altra fai esattamente le stesse cose sulla moto. Una settimana sei un fenomeno e l’altra no”. La distanza dalle stelle alle stalle, dal paradiso all’inferno (e viceversa) è più sottile di quanto si possa immaginare.

Luigi Ciamburro