Carlo Fiorani: “Nessuna crisi Honda”

Honda MotoGP (©Getty Images)

E’ innegabile che per la Honda stia passando un brutto quarto d’ora a livello trasversale, ma seppur spesso ko con il suo motore in F1 e a tratti fuori forma nel motomondiale quando si è già trovata diverse volte a dover rincorre la Yamaha, la Casa nipponica guarda al bicchiere mezzo pieno.

“L’immagine del marchio varia molto da Paese a Paese”. Si è giustificato a Marca il direttore della comunicazione Carlo Fiorani. “In Spagna ad esempio il giudizio è influenzato dalle difficoltà che sta attraversando Alonso anche se i punti conquistati in Azerbaijan fanno ben sperare per il prosieguo, e dai risultati non sempre al top di Pedrosa e Marquez nelle moto”.

“Bisogna ammettere che la F1 è una bella scommessa, ma nel 2016 siamo stati gli unici ad imporci in ben tre mondiali: motocross, trial e MotoGP. E il cross negli Stati Uniti è tenuto in altissima considerazione, per cui avranno senz’altro un’altra visione”. Ha prseguito nella riflessione. “E’ chiaro che il 2017 finora non ha regalato grossi successi nelle quattro ruote, però l’importante è partecipare e affrontare le sfide tecnologiche”.

“Se leggiamo la classifica stilata dalla rivista Forbes la Honda è al 26° posto tra i brand di primo piano. Solo Mercedes e BMW sono presenti per quanto concerne l’automotive. Diciamo che la vittoria in Indy ci ha rafforzato negli Stati Uniti, che è il mercato di riferimento. Dove il bacino d’utenza è più piccolo siamo penalizzati”. Ha sottolineato difendendo i propulsori. “Siamo soddisfatti di quanto sta avvenendo in MotoGP e la situazione è sotto controllo. Nel cross, Tim Gajser ha avuto un incidente ma il motore non ha avuto problemi. In Moto 2 dove siamo monofornitori non ci sono stati guasti e in Moto3 abbiamo concluso in top 5 in molte gare”.

Carlo Fiorani ha infine specificato che non verrà convogliato più denaro alle due ruote qualora a fine stagione dovesse avvenire il ritiro dal Circus: “Gli investimenti nello sport dipendono dalle vendite. E al momento il 70% è legato alle auto e solo il 10% alle moto…”.