Danilo Petrucci: “Rossi è immortale, Rins mi ha fatto incazzare”

Danilo Petrucci (Getty Images)

Danilo Petrucci se fosse un calciatore sarebbe probabilmente un mediano. Guida sporca e tanta sostanza, ma ugualmente vincente alla stregua dei suoi colleghi più sponsorizzati. Il pilota della Pramac ha messo in fila 2 podi al Mugello e ad Assen e ora punta a fare il colpaccio e vincere la sua prima gara in MotoGP. L’impresa gli è quasi riuscita in Olanda dove tra lui e il successo ci sono stati solo pochissimi millesimi.

Come riportato da “Il Corriere della Sera”, Danilo Petrucci ha parlato dell’azienda di famiglia: “L’azienda aperta da mio nonno lavora nella manutenzione industriale per le acciaierie della zona. Da tre anni loro vivono momenti difficilissimi e ne risentiamo anche noi. Io so cos’è la crisi. Vengo dal basso e ho dovuto combattere la mia bella lotta di classe per arrivare fin qui”.

Petrucci scrive per ricaricarsi

Naturalmente si finisce a parlare anche della pazza gara di domenica scorsa: “Quanto mi sono incazzato! Rins mi ha frenato mentre preparavo l’attacco a Vale. Magari avrei perso comunque, ma avrei voluto poterci provare. Io dico: sei doppiato, togliti no? Comunque mi è passata, il valore del secondo posto, dopo il terzo del Mugello, resta eccome”.

Danilo Petrucci ancora continua: “Il mio primo obiettivo arrivato in MotoGp era sconfiggere l’ignoranza, e direi che l’ho raggiunto. Ora voglio riuscire a vincere una gara e penso di essere pronto. A Jerez 2014 volevo smettere e se è per quello, anche a Le Mans quest’anno. Mi si era rotta la moto e pure io stavo a pezzi. All’aeroporto di Parigi, in piedi in una coda infinita, mi sono detto: vale la pena fare tutta questa fatica? Tanto coi più forti non ci arriverai mai. Mi succede di buttarmi giù. Poi mi do la scossa”.

Petrux ha anche fatto un’importante rivelazione sul suo segreto per darsi la scossa: “Per esempio scrivo. Tutto è cominciato l’anno scorso a Buenos Aires, dopo una brutta gara. Sempre all’aeroporto, mi sa che le svolte mi succedono sempre lì, vedo un taccuino con la scritta in inglese: “Ama la vita che vivi, vivi la vita che ami”. Mi colpisce, lo compro e in volo verso casa riempio 60 pagine di parole. Comunque da lì ho continuato: è una sorta di diario in cui butto fuori le emozioni, mi metto allo specchio, scrivo cose di me che nessuno sa. E mi sento meglio”.

Il pilota della Pramac ha poi continuato: “Lavorare ed essere ripagato. È l’etica imparata da bambino. La MotoGP bisogna meritarsela a ogni curva. La Pramac quest’anno ha speso di più e infatti ho la stessa Ducati di Dovizioso e Lorenzo. La moto è basilare, altrimenti puoi essere veloce quanto vuoi. Paolo Campinoti poi è un grande capo, bravo e passionale: quando lo fai arrabbiare, fa un po’ paura; ma quando vai bene ti tratta da re. Dunque ho capito cosa mi conviene”.

Sulle possibili fan, invece, rivela: “A me nessuna ha mai chiesto un selfie. Per carità, io sono fidanzato, ma è una questione di principio: perché con me mai? Sento parlare di un interessamento dell’Aprilia per me, ma io penso solo a correre. Qua sto molto bene. Immaginavo che Jorge avesse bisogno di tempo, perché per meccanizzare la guida di una Ducati possono volerci anni. Ma non è così lontano come sembra”.

Si parla poi anche delle speranze mondiali di Dovizioso: “Lo spero, sarebbe meglio per tutti. Lui è molto intelligente e ora è diventato anche cattivo. Vedo Valentino ancora da dietro, purtroppo. Che resta da dire di lui? Immortale. Merito della passione e della capacità di lasciare i problemi nel box: fuori resetta e resta leggero”.

Danilo Petrucci non può esimersi poi dal parlare anche della sua fidanzata: “Giulia, anche lei di Terni, la mia ragazza della porta accanto. Settimana prossima festeggeremo un anno insieme con un giro delle isole greche. Ma prima lunedì passo da Berlino, è tanto che voglio visitarla. Sa, noi giriamo tanto il mondo ma vediamo poco. È l’unico rimpianto che ho”.

Infine il pilota italiano ha concluso: “Una coppia olandese ha chiamato il figlio Danilo in mio onore. Guardi, ho qui la foto del certificato di nascita: Danilo Johann Van der Velden, nato il 27 maggio 2017 alle 12.52, occhi azzurri, 4 chili e 3, un bel torello come me. Scherzando, ho detto loro che ricambierò”.

Antonio Russo