Rossi, Vettel e l’inconscio della battaglia. “E’ la bellezza dello sport”

Valentino Rossi (©Getty Images)

Lo scontro in pista tra Sebastian Vettel e Lewis Hamilton è riecheggiato fino al Sachsenring, dove questo week-end fa tappa il Motomondiale. In terra tedesca, nella patria del ferrarista, non poteva mancare un accenno a quanto successo in F1 durante l’ultimo Gran Premio di Baku. D’altronde viene quasi spontaneo pensare ai fatti di Sepang del 2015 tra Valentino Rossi e Marc Marquez.

Il Dottore era in lotta per il titolo mondiale contro il compagno di squadra Jorge Lorenzo. Tra i due sfidanti sembra inserirsi Marquez, che mette un’inspiegabile pressione al pesarese. Un forsennato ruota a ruota, curva dopo curva, con Rossi esausto che prima alza il braccio per avvertire l’avversario. Poco dopo rallenta e costringe Marc sull’asfalto. Quell’avviso con il braccio stavolta si è ripetuto in Formula 1, la scintilla che infiamma lo strale di una rabbia incontrollabile. Perchè quando l’adrenalina e il sogno mondiale infervoriscono non c’è regolamento che tenga.

D’altronde ci sono campioni che a volte esulano dalle regole e vengono amati, ricordati a vita anche per questo (Michael Schumacher docet). Giusto o sbagliato che sia l’inconscio collettivo spinge ad avere una certa attrazione per le battaglie. Sono queste ad alimentare lo show, sin dai tempi antichi. E’ lo scontro a far notizia, a destare curiosità, ad incollare il pubblico alla tv e ai giornali, più di una vittoria. Inutile nascondersi dietro sterili perbenismi. Altrettanto sacrosanta è la punizione, pur sempre considerata esagerata per gli eroi.

La lotta e la rabbia di Vettel contro Hamilton riapre uno squarcio nel recente passato. La dichiarazione di Valentino è lapidaria. “Quando si combatte uno contro uno e entrambi i piloti sono così diversi possono esserci alcuni scontri. Mi è piaciuto è la bellezza dello sport”, ha detto il #46. “E’ stato bello, perché quando si lotta così in due e di gara in gara diventa più chiaro che sei uno contro uno, soprattutto con due persone che sono molto diverse, è normale che ci siano questi scontri anche un po’ più tosti. A me è piaciuto molto”. Cosa gli ha ricordato? “Ehhh… Ci sta, per me lo sport è bello anche per quello”.

Luigi Ciamburro