Max Biaggi: “Stavolta Dio non mi ha voluto”

Max Biaggi (photo Instagram)

L’incubo è finito per Max Biaggi dopo l’incidente in moto del 9 giugno. Può ritenersi fortunato dopo la scampato pericolo e due interventi chirurgici che facevano sospettare il peggio. Dodici costole rotte, fatica a respirare, ricorda ben poco di quanto successo sul circuito di Latina. “Molti hanno detto che sono sempre rimasto cosciente, ma non è così, probabilmente ho anche picchiato la testa. Per i primi tre giorni, anche a causa di tutta la morfina che mi davano, ero totalmente rintronato”. Ma tutto bene quel che finisce bene… “Questa volta Dio lassù non mi ha voluto”.

In un’intervista al ‘Corriere della Sera’ il Corsaro prova a sdrammatizzare il momento più difficile della sua vita. Ha ripreso coscienza dopo l’arrivo all’ospedale San Camillo di Roma, dove è giunto in elicottero. “Appena mi sono ripreso, il primario della rianimazione, Claudio Ajmone Cat, mi ha spiegato la gravità del trauma e mi ha detto che con questo tipo di trauma toracico maggiore sopravvive solo il 20 per cento dei pazienti. Lì, lo confesso, me la sono fatta addosso dalla paura”.

In 19 giorni di ospedale e fiato sospeso, letteralmente e metaforicamente, Max Biaggi ha compreso il profondo senso della famiglia. L’amore dei figli e della sua inseparabile compagna Bianca Atzei che ha rischiato di perdere per sempre. Probabilmente dirà addio alle corse, ma la passione lo spingerà a bordo pista, per proseguire l’avventura come team manager.

In ospedale nessun pilota gli ha fatto visita, ma tanti i messaggi di solidarietà “Marquez mi ha scritto, Lorenzo dopo Assen è venuto a trovarmi, di Valentino ho letto che è stato uno dei primi a esprimere solidarietà e mi ha fatto piacere, il grande Wayne Rainey mi ha chiamato. E poi tantissimi amici famosi e non famosi, più uno che voglio ringraziare più di tutti. Il presidente del Coni, Giovanni Malagò: oltre a venire a trovarmi, mi ha messo a disposizione i fisioterapisti del Coni con i quali ho iniziato a lavorare. Un gesto da sportivo e da uomo vero”.