Danilo Petrucci: “Io valletto di Rossi? Vadano a cagare”

Danilo Petrucci (©Getty Images)

Fino ad un mese fa di Danilo Petrucci si ricordava solo il podio sul bagnato a Silverstone nel 2015. Vuoi la moto satellite, vuoi la stazza fisica sembrava più un pilota da enduro che da classe regina. Ma anche nei momenti più difficili Petrux non ha mai mollato, sempre pronto a ripartire all’indomani delle gare più difficili. Mai in cerca di onore e gloria, nè di denaro… alla fine il carattere e la tenacia hanno premiato.

Dal Mugello qualcosa sembra essere cambiato, forse è scoccata la scintilla magica che gli ha fatto trovare il feeling con la Desmosedici ufficiale. Terzo in Italia, secondo in Olanda, con una vittoria sfiorata. E sul bagnato sa tirar fuori una marcia in più. Adesso manca solo la prima vittoria. “Non sono lontanissimo. Ho rivisto la gara in tv. Sull’asciutto credo che non sarei arrivato con Vale, aveva un paio di decimi su di me – ha detto a ‘La Gazzetta dello Sport’ -. Ma sono stato bravo a sfruttare l’occasione della pioggerellina”.

A complicare il finale di gara stellare ci ha pensato Alex Rins, che forse lo ha spinto a inveire contro gli spagnoli all’indomani del GP di Assen. “Rins ha rovinato tutto, ma sono contento di come ho gestito gli ultimi tre giri, potevo vincere: avevo apparecchiato bene, in mezza curva però è crollato tutto. Rins doveva stare attento – ha aggiunto Danilo Petrucci -. Poi è venuto a scusarsi, sono venuti i fratelli Brivio, il capomeccanico…”.

Se qualcuno dubitasse della sua onestà, accusandolo di essere il valletto di Valentino Rossi, il pilota di Terni risponde senza peli sulla lingua. “Vadano a cagare. Quest’anno un po’ di volte l’ho già battuto. Al parco chiuso volevo menare tutti, morsicavo l’aria. Solo lunedì ho capito che avevo fatto un altro podio”. D’altronde dopo una bella sfida con il Dottore. “Mi ha chiesto se ero sicuro che lo avrei passato nella curva veloce. Gli ho detto di sì. Quel tratto è uno dei più belli al mondo, lì do la paga a tutti. La chiamo la curva del coraggio, è puro istinto. Ma sono contento che abbia vinto, è stata una gara da coraggiosi. E sono contento per Dovi in testa al Mondiale. Se lo meritano tutti e due, i soli in pista e fuori ad avermi dato sempre dato una mano”.