Vettel-Hamilton, faccia a faccia dopo le scintille

Sebastian Vettel (©Getty Images)

Baku poteva essere il GP del colpaccio per la Scuderia Ferrari, ma a Sebastian Vettel sono saltati i nervi a caro prezzo. La FIA non solo gli ha inflitto 10 secondi di stop & go, che hanno mandato in fumo la vittoria. Il Collegio dei Commissari Sportivi ha decretato tre punti di penalizzazione sulla superlicenza e il tedesco adesso è a quota 9. Se durante l’anno solare arriverà a 12 dovrà saltare una gara. Sarebbe un duro colpo in ottica iridata,

Il suo gesto è stato giudicato volontario e pericoloso, poco conta la manovra anomala di Lewis Hamilton in regime di safety car. “E’ vero che il leader imposta il ritmo. Ma in quella curva, ha accelerato, ha rallentato. Ho cercato di evitarlo, ma non ho potuto evitare la collisione”, racconta Sebastian Vettel. Ma i dati della telemetria gli danno torto. Il pilota Mercedes non ha effettuato nessun brake test, nè ha sollevato all’improvviso il piede dall’acceleratore all’uscita della Curva 15.

Il fallo di reazione ha complicato il GP, la reputazione del tedesco, forse una stagione. “La Formula 1 è qualcosa per gli adulti. La manovra precedente non era necessaria. La mia ala anteriore è stata danneggiata, la coda è stata danneggiata. Non si può accelerare e poi rallentare fuori da una curva simile”. Ma la successiva collisione era intenzionale? “Ho guidato allo stesso livello, poi c’era un tocco leggero quando ho alzato la mano. Non gli ho mostrato il dito o niente, volevo solo dimostrargli che non era giusto. Non ho modo di parlare con lui. Non sono d’accordo con la punizione. Se è necessaria sarebbe più giusta per entrambi”.

Sebastian non cambia idea

Seb Vettel non torna indietro sui suoi passi. Non dà adito alle domande dei giornalisti, preferisce chiarire dietro le quinte. Nella speranza che gli animi si plachino in vista del prossimo appuntamento austriaco. “Lo rispetto come pilota – ha detto riferendosi a Lewis -. Adesso non è il momento giusto per parlare di questo. Chiarirò questo con Lewis, da solo, e poi guarderemo avanti”.

Ma il pilota Ferrari resta barricato nella sua opinione. “Il mio punto è questo: era inutile rallentare. Non volevo schiantarmi volontariamente nella sua parte posteriore e danneggiare l’ala anteriore, che sarebbe la cosa più stupida che si può fare. Nelle altre fasi dietro la safety car il suo comportamento era okay. Non l’ho fatto intenzionalmente, ma non avevo alcuna possibilità di evitare la collisione. Nessuno fa una cosa del genere apposta. Lo ha già fatto una volta un paio di anni fa in Cina”.

Adesso cosa succederà? Lo spettacolo ne guadagna, ma il rischio si impenna vertiginosamente. “Per me, non cambia nulla – ha sottolineato Sebastian Vettel -. Mi chiarirò con lui lontano da qui, anche se sono convinto che non c’è molto da chiarire. Non penso che questo sia un grosso problema per me”. Ma Hamilton sembra gettare benzina sul fuoco. In una guerra psicologica sa che il tedesco ha i nervi più scoperti. “Se Vettel vuole dimostrare che è un uomo dovrebbe farlo fuori dalla macchina, faccia a faccia”. Le ferite sono ancora calde, sarà il tempo ad acquietare gli animi?

Luigi Ciamburro