Valentino studia il telaio: occhio al meteo e… Zarco!

Valentino Rossi (©Getty Images)

Serve una gara perfetta, un pizzico di fortuna e un asfalto completamente asciutto o bagnato. Valentino Rossi può approfittare di avere alle spalle molti suoi diretti avversari nella griglia di partenza ad Assen. A cominciare da Andrea Dovizioso (9°), Maverick Vinales (11°), Dani Pedrosa (12°). Il nuovo telaio della Yamaha M1 sembra sortire i primi buoni effetti, anche se necessita della prova del fuoco in gara.

Ma il telaio potrebbe essere una grande pecca in caso di gara flag-to-flag. Perchè entrambi gli alfieri Yamaha ne hanno uno a testa a disposizione. “Bisogna prendere l’altro telaio se si dovrà cambiare moto. Abbiamo fatto delle prove e nel caso cercheremo di mettere la moto nelle condizioni più simili, ma sarebbe chiaramente uno svantaggio con un ‘flag to flag'”. Il Dottore non sarà tra i favoriti, ma gomme e asfalto hanno ribaltato gli equilibri in pista negli ultimi anni. “Prima di tre anni fa , per esempio, in un secondo c’erano tre piloti, ora siamo in 12”.

L’obiettivo minimo, per poter inseguire ancora il sogno del decimo titolo iridato, sarà il podio. “Dobbiamo continuare a lavorare perché i tre piloti bagnare prima fila sono più forti di me, ma mi sentivo molto bene e questo è importante. Spero di fare una buona gara e finire sul podio – ha chiarito Valentino Rossi -. Qui poi sarà una gara ancora più incerta perché tanti che sono veloci sull’asciutto dovranno partire un po’ indietro, tipo Vinales”.

Ma è sull’asciutto che il pesarese sembra accusare ancora qualche ritardo rispetto al compagno di squadra. Serve ancora tempo e lavoro per affinare il nuovo telaio 2017 di “seconda evoluzione”. Bisognerà guardarsi le spalle, però spingendo in avanti. Perchè in prima fila non c’è solo Marc Marquez, ma anche Johann Zarco che lo segue in classifica a -8. Il telaio 2016 avrà ancora una volta la meglio? Sarà certamente un’altra gara da seguire curva dopo curva, in attesa del sempre immancabile colpo di scena. I conti e i dati si fanno dopo.

Luigi Ciamburro