Assen, Jorge Lorenzo parte 21°: “E’ un disastro”

Jorge Lorenzo (©Getty Images)

All’inizio del sabato di Assen Jorge Lorenzo sembrava trovarsi a proprio agio sul bagnato. Il ricordo della caduta nel 2013 essere svanito grazie alla Ducati. Ma le qualifiche del GP di Olanda lo hanno sprofondato al 21° posto. “È un disastro, se devo guardare al risultato”, ha ammesso il maiorchino.

Nel momento in cui doveva tirar fuori il meglio di sè Jorge Lorenzo ha avvertito le peggior sensazioni del week-end. Forse il peggior feeling con la Ducati dall’inizio di stagione. “Ha cominciato a piovere un sacco, sembrava come se fosse una pista di pattinaggio, sul retro era estenuante, entrando in curva la moto sbandava, non potevo aprire in fase di accelerazione”.

E’ ritornato il solito problema del grip al posteriore che ha colpito un po’ tutti i big. Ma mentre Andrea Dovizioso è riuscito a stringere i denti e ottenere la nona piazza, lo spagnolo è sprofondato in fondo alla griglia di partenza. “Penso che se fossi entrato in Q2, con meno acqua, sarei andato molto più veloce. Ma in queste condizioni era meglio non andare più veloce – ha aggiunto Jorge Lorenzo -. In questa categoria appena hai dei problemi sei molto indietro. Pedrosa, per esempio, ha sofferto molto. Dovizioso, che ha anche sempre fatto bene sull’acqua, non aveva grip. E’ stata una giornata strana, ma dobbiamo continuare”.

In gara servirà massima attenzione in partenza, per non ritrovarsi imbottigliato d evitare cadute. A GP in corso cercherà di guadagnare posizioni. Ma qual è stato il problema? “Non so se è un problema di gomme o se il peso di altri piloti, come Petrucci e Redding, o l’aggressività, influisca”. La soluzione per la gara? “Anche se difficile, in questo momento, cercare di non pensare al risultato. Non ho altra scelta – ha dichiarato Jorge Lorenzo -. Ho 30 anni, ho vissuto mille cose nella mia vita. Non resta che pensare positivo, è l’unico modo per continuare a crescere, imparare da tutto. Se si inizia a essere negativi e affondare al minimo, si crea l’effetto opposto”.