Yamaha, Zeelenberg: “Difficile trovare il telaio perfetto”

Yamaha M1 di Valentino Rossi (©Getty Images)

Dopo la debacle di Barcellona, il team Movistar Yamaha si è concentrato sul lavoro con un nuovo telaio. Subito dopo la gara in Catalunya è stato testato da ambo i piloti ufficiali. Valentino Rossi e Maverick Viñales utilizzeranno questo nuovo telaio anche questo fine settimana al Dutch TT di Assen.

Il Team Manager Wilco Zeelenberg mette in chiaro le difficoltà a trovare la giusta soluzione per il telaio della Yamaha M1. “Lunedi in Catalunya abbiamo cercato di capire cosa è andato storto. Ma era difficile rispondere perché tutto ciò che abbiamo provato ha funzionato meglio che in gara. Ogni impostazione, ogni pneumatico… tutto era migliore rispetto alla situazione alla fine della gara. E’ quindi difficile dare una risposta chiara – ha detto l’olandese a Motogp.com -, perché abbiamo ancora qualche dubbio. Abbiamo cercato di adattare meglio la moto per situazioni con poca aderenza”.

Rossi e Vinales lavoreranno ancora sul nuovo telaio in questo fine settimana olandese e nel prossimo in Germania. Servono conferme e riconferme prima di adottarlo come soluzione definitiva. Del resto piace tanto a Valentino, meno a Vinales. Molti fan si chiedono ancora perché la Yamaha non abbia rispolverato il vecchio telaio, che è attualmente utilizzato da Tech 3. Considerando anche i risultati raggiunti da Zarco e Folger nelle prime gare, a volte migliori dei piloti ufficiali.

“Posso solo dire che abbiamo provato di tutto”, ha risposto Wilco Zeelenberg misterioso. “Non è così facile parlare di una moto 2016 e 2017. Naturalmente abbiamo un’evoluzione per il 2017 e non vogliamo perdere la nostra forza al termine della gara”. Del resto una moto non è composta di solo telaio, ma di tanti dettagli che insieme formano un tutt’uno. “Con due gare con calore e poco grip le Tech3 sono andate meglio. Ma siamo andati chiaramente meglio in tutte le altre piste. E’ difficile trovare una risposta chiara. Dobbiamo provare tutto passo dopo passo, ma non è facile, perché le circostanze sono diverse in ogni tracciato”.

Luigi Ciamburro