Vettel e i social media: “Non li capisco”

during the Monaco Formula One Grand Prix at Circuit de Monaco on May 28, 2017 in Monte-Carlo, Monaco.
Di tanto in tanto la tematica del Sebastian Vettel anti-social e anti-media torna a fare capolino sui giornali e come ogni volta il tedesco della Ferrari si dimostra con la battuta pronta.

A differenza di tanti colleghi big che hanno deciso di mettere in pubblica piazza i propri affari come Lewis Hamilton, Fernando Alonso, o Kimi Raikkonen, quest’ultimo specialmente dopo l’incontro con la hostess televisiva Minttu Virtanen, lui legato una biondina conosciuta sui banchi di scuola e ormai padre di due figli ha preferito dire no ai vari Facebook, Twitter e Instagram.

“Sinceramente non capisco perché una persona debba costantemente informare il mondo su cosa sta facendo, piuttosto che su dove si trovi o con chi”. Ha ribattuto al broadcaster germanico RTL. “Per quanto mi riguarda sento di non avere bisogno di tutto questo, ma di sicuro non biasimo la gente che ama continuamente parlare di sé stessa. Penso di fare parte di quella generazione che ha guardato alle fotografie o comunque al vedersi ritratta sempre con una certa timidezza”. Ha quindi cercato di spiegare.

Poi a proposito dell’ormai corrente pratica dei selfie, specialmente con le persone note, il ferrarista ha sottolineato come abbiano rovinato la più comune forma di interazione umana. “Le persone vengono da me e mi chiedono “possiamo fare una foto assieme?” E dopo un secondo se ne sono già andate. Spesso mi è capitato di domandare loro cosa ne avrebbero fatto e la risposta avuta più di frequente è stata “non ne ho idea”. Ad esempio qualche giorno fa qualcuno ha voluto fare un autoscatto con me per provare ai suoi amici che davvero mi aveva incontrato. Allora gli ho detto “a questo punto non sei un amico affidabile se non ti credo!”.

Infine con la saggezza da quasi trentenne Sebastian Vettel ha chiosato: “Devo ammettere che preferisco di gran lunga stringere la mano ad una persona e poi condividere l’esperienza dell’incontro”.

Chiara Rainis