La Porsche di Bernhard ha vinto la 24 Ore di Le Mans

Fritz Enzinger (Leiter LMP1), Porsche LMP Team: Brendon Hartley, Earl Bamber, Timo Bernhard (©Porsche Official)

E’ stata una 24 Ore di Le Mans davvero emozionante quella vissuta nel weekend. Incerta fino all’ultimo e con diversi colpi di scena, la mitica gara francese è stata vinta dalla Porsche #2 di Timo Bernhard, Brendon Hartley e Earl Bamber, che ha così firmato il suo successo numero 19 nella manifestazione.

Alle spalle dell’auto tedesca sono giunti due equipaggi di classe LMP2, ossia la #38 DC Racing Oreca 07 di Oliver Jarvis, Ho-Pin Tung e Thomas Laurent e la #13 Rebellion Oreca di Nelson Piquet Jr, David Heinemeier Hansson e Mathias Beche. Un risultato tra l’anomalo e lo storico venendo da anni di monopolio Audi (salvo il 2016 a seguito del ritiro del marchio dell’endurance) per quanto riguarda il podio, ma soprattutto da una normale top 3 composta da LMP1.

Insomma, un esito che nessuno si poteva aspettava, considerato che i prototipi della top class arrivati al traguardo sono stati appena 2 e che la vincitrice era stata costretta ad un lungo stop per problemi tecnici nel corso della quarta ora. Tra l’altro fino a meno di due ore dal termine a comandare la corsa era stata la Oreca, superata poi da uno scatenato Bernhard, ben 13″ più veloce di Tung.

Per la Porsche non è stata comunque una giornata al 100% senza pensieri. Infatti la #1 di Tandy, Lotterer, Jani è stata costretta al ritiro dopo circa 200 giri in testa a causa di un problema alla pressione dell’olio. Chi però ha deluso più di tutti è stata la Toyota. Messa ko da continue noie tecniche. In particolare ha bruciato il ritiro della #7 del poleman Kamui Kobayashi, accompagnato da Mike Conway e Stephane Sarrazin. Per loro in testa sin dal via un guasto alla frizione nel corso della decima ora. Appena qualche minuto dopo la sfortuna è toccata all’altro trio del team nipponico formato da Lopez, Kunimoto e Lapierre. La #8, entrata in contatto con la Oreca #25 di Trummer, ha subito una foratura alla posteriore sinistra. Ma se la problematica poteva sembrare da niente una volta al box la vettura ha cominciato a rendere fuoco. Episodio che ha decretato la fine del sogno di Aichi, desiderosa di riscatto dopo la delusione della passata edizione.