Biaggi lascia la rianimazione. Il papà: “Nessun pilota è venuto”

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Amici e familiari si stringono attorno a Max Biaggi in questo momento molto difficile. Ma in fondo al tunnel inizia a intravedersi uno spiraglio di luce. Nelle prossime 24 ore il Corsaro potrebbe lasciare il reparto di rianimazione dell’ospedale San Camillo di Roma, dopo esservi rimasto per circa dieci giorni.

Dall’8 giugno, giorno dell’incidente sul circuito ‘Il Sagittario’ di Latina, le notizie che arrivano dalla Capitale non hanno mai messo in dubbio la sua vita. Ma il quadro clinico descritto lascia presagire un lungo periodo di riabilitazione e possibili complicazioni, dopo la frattura di 11 costole e le difficoltà di riacquisire la normale funzionalità dei polmoni.

Al suo fianco ci sono tutti i giorni papà Pietro e la fidanzata Bianca Atzei. “Venerdì sera mi ha telefonato — racconta il padre a ‘La Gazzetta dello Sport’ —, perché nel pomeriggio dello stesso giorno mi aveva visto triste e preoccupato. Mi ha detto: “Dai papà tranquillizzati, sto un pochino meglio e ora sono certo che la sfanghiamo anche stavolta”. Dopo questa chiamata, sono riuscito a dormire per la prima volta da quando lui è in ospedale”.

A fargli visita molti personaggi dello sport, dello spettacolo, della musica. A cominciare dal presidente del Coni Malagò, Fabrizio Frizzi, Renato Zero, alcuni calciatori, “ma non voglio fare nomi perché non vorrei sbagliare la loro identità”, ha spiegato Pietro Biaggi. Ma sottolinea: “Io qui in ospedale piloti non ne ho visti, però è molto probabile che alcuni abbiano mandato dei messaggi direttamente a Max”.