Sam Lowes deluso da Aprilia: “Datemi la moto di Espargarò”

Sam Lowes (©Getty Images)

Dopo appena sette Gran Premi la situazione di Sam Lowes è già critica. Aprilia ha annunciato di essere alla ricerca di un sostituto per il prossimo anno, i risultati non sono all’altezza della RS-GP nè comparabili a quelli del compagno di squadra Aleix Espargarò. La casa di Noale ha voluto puntare su una scommessa della Moto2, ma la mossa si è rivelata sbagliata e su questo dovrà riflettere.

Ultimo in classifica con soli due punti, 14° posto a Le Mans come miglior risultato. Ma il 26enne pilota britannico sfoga tutta la sua frustrazione, si lamenta del materiale a disposizione e rivendica una moto migliore. “Voglio guidare la moto di Aleix Espargaró”. All’indomani della sua peggior prestazione stagionale in Catalunya Lowes lamenta troppi problemi. “In Q1 non riuscivo nemmeno a fare un giro – ha detto in un’intervista a Speedweek.com -. La moto non funzionava correttamente. Ero frustrato. Giugno è in ogni caso un periodo piuttosto stressante, con quattro gare in cinque settimane”.

Ma nell’altro angolo del box Aleix Espargarò macina prestazioni discrete nonostante i vari ritiri consecutivi nelle ultime gare. Ma sul giro secco lo spagnolo regala le prime soddisfazioni ad un team ancora giovane per la MotoGP. “La squadra fa un buon lavoro, Aleix fa un buon lavoro. La sua qualifica a Barcellona è stata notevole. La sua moto sembra funzionare bene. Vorrei poter guidare la sua moto. Finora non ho mai detto niente. Ma ora è giunto il momento… Perché guido bene. Faccio un buon lavoro, io non cado…”.

Parole che lasciano trapelare insoddisfazione e un rapporto in dirittura di arrivo. “La squadra ha una qualità molto elevata, ma al momento non ne sono felice. Non sono felice per il rispetto nei miei confronti, la comunicazione è sempre stata molto scadente. Si sentono le cose nel paddock… Sono scioccato e deluso. I miei risultati non sono ancora soddisfacenti. Ma io sono un rookie su questa moto e con pacchetto arretrato. Ma non capiscono, e questo è molto strano per me”.

L.C.