Rossi-Vinales filosofie diverse: ‘codice giallo’ al box Yamaha

Valentino Rossi (©Getty Images)

Dopo la terza gara ad Austin Valentino Rossi era leader del Mondiale, quattro GP dopo si ritrova quinto in classifica a -28 punti dal leader Maverick Vinales, -21 da Andrea Dovizioso, -5 da Marc Marquez, -1 da Dani Pedrosa. Numeri che attestano un capovolgimento di fronte avvenuto tra Jerez e Montmelò, passando per Le Mans e il Mugello.

A pesare fortemente sulla classifica è quella beffarda caduta all’ultimo giro sul circuito francese, costatogli almeno 20 punti. Ma la matematica dei conti non serve in uno sport imprevedibile come la MotoGP, per di più in una stagione che come non mai è costellata da ribaltoni causati da gomme e caratteristiche del circuito. Per Valentino Rossi il 10° titolo rischia di diventare un’ossessione, forse una chimera.

Da quattro gare senza podio, non succedeva dal 2013, l’anno del ritorno alla Yamaha. Il Dottore vive uno dei momenti più difficili in carriera, statisticamente parlando, se si esclude il biennio “rosso” in Ducati. Negli ultimi tre anni, solo una volta Rossi è stato più di due gare senza salire sul podio: l’anno scorso quando dopo il GP di Assen ha chiuso 8° in Germania e 4° in Austria.

Ripetiamo: la classifica non si fa solo con i numeri. Ma dopo la gara opaca in Catalunya Valentino ha ripreso a mandare “messaggi in codice” alla Yamaha. Sarà pur vero che le gomme Michelin hanno fatto sin troppi e inspiegabili capricci, tanto da mettere sotto pressione il posteriore della sua M1. Ma è dai test invernali che punta l’indice contro il telaio. Tant’è che la casa di Iwata ha portato due nuovi telai nel test successivo alla gara.

Non è altrettanto un caso se quasi a sorpresa Yamaha ha deciso di fermarsi un giorno in più al Montmelò per sfruttare il quattro dei cinque giorni di test privati a disposizione. Regna un po’ di affanno nel box Movistar, lo dimostra anche l’ultima prestazione di Maverick Vinales in terra spagnola. In mancanza di grip e con le alte temperature la YZR-M1 va in crisi. Era già successo ad Aragon. Ed è un lusso che un team del calibro di Yamaha non si può permettere.

Per Maverick il problema sono solo le gomme, per Valentino Rossi si tratta soprattutto della moto. Inevitabilmente le strade dei due piloti stanno per biforcarsi in termini di sviluppo della M1. Il pesarese ha dato via libera al telaio provato nell’ultimo test, il fenomeno di Figueres sembra voler proseguire sulla vecchia strada. Due filosofie diverse che per il momento non portano a nessun contrasto nel box Yamaha, si continua in regime di codice giallo. Ma la stagione è ancora lunga e imprevedibile e tutto può ancora succedere.

Luigi Ciamburro