Ducati e Dovizioso da titolo. O è solo un’illusione?

Andrea Dovizioso (©Getty Images)
Andrea Dovizioso (©Getty Images)

Andrea Dovizioso e Ducati hanno concesso il bis a Montmelò, dopo la vittoria del Mugello. Un momento straordinario per la casa di Borgo Panigale, in piena corsa per il titolo piloti MotoGP.

E se Aleix Espargaro in Argentina non avesse stesso il forlivese, quest’ultimo avrebbe anche potuto essere davanti o comunque più vicino a Maverick Vinales. Ma le corse sono anche questo, c’è il fattore sfortuna e imprevedibilità. E, comunque, anche i suoi rivali hanno fatto segnare degli zeri. Dunque ciascuno ha avuto i propri problemi e ha raccolto quel che ha potuto finora. Mancano undici gare al termine del Mondiale e tutto può succedere.

MotoGP, Dovizioso e Ducati possono vincere?

Dopo il trionfo del Mugello ci chiedevamo se Andrea Dovizioso e Ducati sarebbero stati continui e competitivi anche in seguito. A Montmelò è arrivata una risposta importante con una nuova vittoria. In Catalogna pure Jorge Lorenzo è andato forte, chiudendo quarto al termine di una gara divisa in più fasi per lui.

Adesso è naturale considerare il Dovi un candidato per il titolo. La classifica e gli ultimi risultati impongono di non snobbare il forlivese e il suo team. Sicuramente dei passi avanti sono stati compiuti da Borgo Panigale negli ultimi tempi. Però in un Mondiale così incerto ed equilibrato la costanza sarà fondamentale. Ed è per questo che ad Assen arriverà un altro test importante per Ducati. In Olanda il tracciato è diverso da quello di Montmelò e sarà fondamentale confermarsi.

Se pure nella pista considerata “L’università delle due ruote” la Ducati si dimostrerà in grado di lottare per le prime posizioni, allora le chance iridate di Dovizioso saranno maggiormente concrete. Il momento positivo attuale non sarà solo un’illusione in ottica mondiale, ma il segnale reale che Borgo Panigale c’è. Un messaggio da lanciare a Yamaha e Honda, sicuramente già allarmate dalle prestazioni del forlivese e della Desmosedici GP17.

Il Dovi è stato spesso sottovalutato, anche perché è un pilota che ha sempre mantenuto il basso profilo e ha sempre dato la sensazione che gli mancasse qualcosa per essere un top rider. Adesso sembra aver fatto un salto di qualità. E a 31 anni sa che questa potrebbe essere la sua grande occasione per vincere il primo titolo MotoGP. Vedremo se tra Assen e l’immediata corsa successiva al Sachesenring la Ducati saprà dimostrare definitivamente di aver compiuto il processo di maturazione che tutti si aspettavano.

 

Matteo Bellan (segui @TeoBellan su Twitter)