Fernando Alonso in lite con Ralf Schumacher

Ralf Schumacher e Fernando Alonso, 2006 (©Getty Images)

Non fosse preoccupato abbastanza dalle continue problematiche legate all’affidabilità della sua McLaren, in questi giorni Fernando Alonso si è trovato a dover fronteggiare le accuse del redivivo Ralf Schumacher. Tema della discordia: il piccolo circuito aperto dallo spagnolo ad Oviedo, sede lo scorso weekend di una manche del campionato kart europeo CIK-FIA.

In sintesi, presente nelle Asturie per far competere il proprio team, la KSM, il fratello di Michael aveva deciso di affidare a Facebook uno sfogo condito di critiche circa la pericolosità dell’impianto sia per i piloti, sia per i mezzi, ricordando inoltre di aver già messo sull’avviso i commissari in occasione dei test invernali. “Sono molto dispiaciuto per questa gara perché si è verificato qualcosa di inusuale. Per la prima volta dal mio ritorno nei kart ho avvertito come totalmente sbagliato correre in un tracciato”. Si legge sul messaggio del tedesco ex F1. “Avevo già tentato di spiegarlo in occasione dei tre giorni di prove a gennaio che un layout del genere non dovrebbe essere presente in una serie della Federazione o del livello del CIK. Rovina i materiali, per cui partecipare all’evento viene a costare una fortuna. Inoltre i ragazzi rischiano l’incolumità, il che è inaccettabile. Spero che in futuro venga cancellato dal calendario”.

Raggiunto direttamente a Montreal dai commenti al vetriolo di uno dei driver più discussi della storia moderna del Circus in termini di antipatia Fernando Alonso non è lasciato mancare la risposta piccata. “Penso che Ralf sia alla ricerca di pubblicità. E’ ormai da tempo che il suo nome non figura più in prima pagina, quindi probabilmente vorrebbe trarre beneficio dalla polemica”. Il contrattacco del 35enne. “Il nostro kartodromo ospita i campionati regionali, nazionali ed europei con omologazione FIA e CIK, quindi nel pieno rispetto di tutti i criteri relativamente a cordoli, vie di fuga e velocità in curva. Nell’ultimo fine settimana abbiamo schierato circa 200 ragazzini, quindi fossi in lui suggerirei ai suoi di restare sull’asfalto per non danneggiare i kart perché sembra essere un problema soltanto suo. In secondo luogo non va dimenticato che possedendo una pista in Germania ed essendo intenzionato ad aprirla a gare internazionali, potrebbe aver ricevuto il no dai federali”.

Chiara Rainis