Layout Catalunya: primi errori, sarà così anche in gara? (VIDEO)

Errore Miller nuovo layout Catalunya (Twitter)

Il nuovo layout del GP di Catalunya, molto simile a quello visto anche in Formula 1, ha creato più di un problema ai piloti. La modifica è stata pensata dagli organizzatori dopo il terribile incidente che è costato la vita a Luis Salom solo un anno fa. La pista, infatti, con la precedente conformazione, in quel punto era troppo vicina alle barriere. Inoltre l’assenza di ghiaia al di fuori dei confini del tracciato non offriva ai piloti che cadevano in quel punto l’opportunità di rallentarsi. Il giovane spagnolo, infatti, morì proprio perché cadendo in quel punto si ritrovò a viaggiare insieme alla sua moto come un proiettile impazzito verso il muretto.

Il cambiamento però non è stato ben digerito da molti piloti, che hanno aspramente criticato la nuova conformazione della pista di Catalunya. Alcuni hanno semplicemente tenuto da ridire sulla bellezza del tracciato, altri, invece, hanno avuto lamentele diciamo un po’ più serie. Al Montmelò, infatti, la pista ha sempre avuto poco grip, ma in quel tratto la situazione in questo momento è davvero tragica.

Solo la bandiera nera ferma Miller

La nuova chicane, se pur simile, non è la stessa utilizzata dalle monoposto da Formula 1, infatti, ne è stata realizzata una nuova, più vicina al’uscita della curva 13. Altro inghippo, nonostante siano dei professionisti, alcuni piloti potrebbero aver mandato giù il vecchio layout così tanto a memoria da non percorrere quello nuovo.

Manco a dirlo questa mattina è accaduto a Jack Miller. Il pilota australiano, infatti, ha percorso più volte la vecchia chicane. Inutile l’intervento dei meccanici dai box che hanno provato a segnalare la cosa a Miller con scarso successo. Alla fine per lui è arrivata la bandiera nera. Infine però Marc Marquez accorgendosi delle difficoltà del collega lo ha atteso e gli ha mostrato come girare correttamente in pista. Chissà che in gara non capiti questa dimenticanza anche a qualche top driver.

Antonio Russo