Dramma Isle of Man TT, tre morti in 24 ore

Isle of Man TT (Twitter)

All’Isle of Man TT c’è una vera e propria macabra scia di morte. La famosa e pericolosa corsa, infatti, ha collezionato ben 3 decessi nel giro di appena 24 ore. A cominciare questa tragica sequenza di eventi era stato Davey Lambert, 48 anni, che dopo un pauroso incidente al terzo giro della gara della classe SBK di domenica si era spento nella nottata di ieri. Proprio mentre il mondo delle due ruote piangeva Lambert però, tra le curve dello Snaeffell Mountain Course, un altro pilota ha perso la vita nella mattinata di ieri.

Jochem van den Hoek, 28 anni, è morto mentre disputava la gara Superstock. Il ragazzo avrebbe perso il controllo della propria Honda a corsa appena cominciata. Insomma giornata nera, da dimentica, ma il destino ha riservato per questo dì un epilogo ben peggiore.

Una scia di morte lunga 106 anni

Durante le qualifiche del Senior, infatti, un altro pilota, Alan Bonner, 33 anni, è deceduto. I giudici in questo caso hanno subito sospeso ogni attività di giornata. Il 33enne era un driver molto esperto e in patria era un vero beniamino, visto che nel 2015, con una Kawasaki, sullo Snaeffell aveva stabilito il record di velocità per un pilota irlandese in 127.090 mph.

La situazione è davvero tragica, ma allo stesso tempo spaventa quanto questo tipo di dramma sia diventata talmente una costante dell’Isle of Man TT, che non vi è alcuna sorpresa da parte degli addetti ai lavori. Tra queste curve il morto ci scappa ogni anno o quasi, proprio un anno fa ad esempio persero la vita nello stesso giorno Dwight Beare e Paul Shoesmith.

Dalla morte di Victor Surridge nel 1911 sono passati 106 anni e ben 255 morti, cifra assurda che rende perfettamente l’idea di ciò che questo tipo di corsa rappresenta nel mondo delle due ruote. Non è un caso in fondo che un temerario come Valentino Rossi, quando gli è stato chiesto se gli sarebbe piaciuto partecipare a TT abbia risposto: “No è troppo pericoloso”.

Insomma l’Isle of Man TT continua ad allungare il suo elenco di morte, ma nonostante tutto, domani tra quelle curve sarà tutto come prima, motori accessi e tanta velocità, forse così almeno si riesce a scappare via dal dolore per aver perso un collega, un parente o semplicemente un amico che si è spento facendo quello che voleva, correre.

Antonio Russo