Jorge Lorenzo: “Questa Ducati è l’opposto della Yamaha”

Jorge Lorenzo (©Getty Images)

Jorge Lorenzo lascia il Mugello con l’amaro in bocca dopo l’ottavo posto finale. Il maiorchino vede vincere il compagno di squadra, ma non riesce ancora ad adattarsi alle caratteristiche della Ducati GP17. In difficoltà sui circuiti che richiedono energiche staccate, è passato dalla posizione di vetta dopo una perfetta partenza alle retrovie del gruppo.

Un altro week-end da dimenticare per l’ex pilota Yamaha, che dopo nove stagioni sulla YZR-M1 ancora non riesce a cambiare il suo stile di guida. Stavolta non ci sono alibi dopo la vittoria di Andrea Dovizioso e il podio di Danilo Petrucci al Mugello. Il problema non è tanto la moto, quanto il pilota. “Sono stato in testa ad una gara con la Ducati per la prima volta. Ho fatto una buona partenza e sono andato forte nei primi giri. Ero uno dei piloti con il ritmo migliore, ma Rossi non mi ha permesso di provare ad allungare”.

Nel week-end del Mugello Jorge Lorenzo sembra aver fatto passi indietro. Più volte superato nel mezzo della curva, uno dei suoi ex punti forti. Ancora non riesce a sfruttare i lati positivi della Desmosedici. Manca il feeling con la moto e bisognerà studiare le soluzioni con Gigi Dall’Igna per andare incontro al suo stile. “Il lato forte della Desmosedici è la prima parte della curva, ma mi preoccupa troppo l’uscita di curva. Dovi e Petrucci sono più bravi nel ritardare la frenata. Quindi la nostra moto al momento funziona molto meglio per loro”.

Il confronto con la sua vecchia Yamaha è inevitabile. Impossibile non sentirsi a disagio dinanzi a certi risultati. “Sto lavorando con Gigi e gli ingegneri per far girare meglio la moto. Ma fino a quando questo non accade dipenderà molto dalla pista – ha sottolineato Jorge Lorenzo -. Sto tentando di tutto per prendere il massimo di questa moto. Modificare la posizione in ogni gara, le leve a mano, freno posteriore, il sedile. Provo a visualizzare tutti i dati di tutti i piloti Ducati per vedere dove perdo. Provo tutto. Ma non è possibile imparare una nuova lingua in due giorni. Questa moto si deve guidare in modo un po’ illogico per essere competitivi. E’ l’opposto della Yamaha”.

Luigi Ciamburro