Toto Wolff: “Rivogliamo il rumore in F1”

Toto Wolff (©Getty Images)

Indietro non si può tornare e i vecchi e roboanti V8, V10 e V12, resteranno soltanto un piacevole ricordo. Ciò nonostante Toto Wolff ha voluto condividere con il mondo, per l’ennesima volta, la propria nostalgia per il classico suono dei propulsori della F1, invitando la FIA e il Consiglio che presto si riunirà per decidere del futuro della serie, a ripensare alla questione power unit.

“In un’epoca in cui nella produzione si punta sempre di più sull’ibrido, l’efficienza e l’autonomia, guardare una corsa deve rappresentare un esercizio audio visivo”.  Ha dichiarato a Motorsport.com il boss Mercedes. “Si può capire che un’auto sta andando veloce, ma anche il suono è molto importante. Anzi convoglia la percezione della potenza. Purtroppo ora questo elemento è stato messo in secondo piano, ma  per il 2020 dovrà tornare essenziale”.

Quindi sulla scia di quanto sostenuto dalla Red Bull circa la necessità di richiamare i produttori indipendenti il dirigente austriaco ha affermato: “Oggi nel Circus abbiamo quattro team che sono anche motoristi. In pratica si può passare dal più grande produttore di macchine sportive del globo  che è la Ferrari,  ad un brand premium con il nostro, per finire a costruttori di serie come Honda o Renault. Una situazione che non esisteva da tempo. Ecco perché sarebbe positivo se venisse concessa una chance anche a strutture non ufficiali”

“Certo è impossibile dire a priori se poi potranno essere competitivi, ma informandoli prima del concept in programma si darebbe loro la possibilità di trovare investitori e sponsor utili”. Ha ipotizzato Toto Wolff. “Personalmente  sono convinto al 110% che la F1 debba essere tecnologicamente avanzata. Portare la PU a diventare un 8 cilindri con aspirazione naturale non è la strada giusta poiché andrebbe a snaturare il DNA dello sport. Dovremmo invece puntare su una maggior potenza delle unità. Un aspetto che solitamente richiede un forte impiego di innovazione”.

Chiara Rainis