MotoGP, Valentino Rossi: “Totti idolo, non so se…”

Valentino Rossi al Mugello (Getty Images)

Valentino Rossi arriva al Gran Premio del Mugello da outsider e non tanto per quanto fatto vedere in pista (in realtà recentemente il Dottore sembra decisamente in palla), ma per quanto accaduto fuori dalla MotoGP. Il 46, infatti, ha rimediato un brutto infortunio a Cavallara mentre si allenava con il motocross. Tutto si aspettavano quindi un piccolo agnellino ferito, invece, è uscito fuori un leone pronto a mordere la pista e sia nelle prove libere, che in qualifica ha girato maledettamente forte.

Come riportato da “Sky Sport”, Valentino Rossi ha parlato di quanto fatto quest’oggi e del 2° tempo stampato nelle qualifiche: “Ho fatto un gran giro. Credo sia molto importante partire davanti, poiché secondo me a occhio ci possono essere 6 o 7 moto che girano tutte uguali. Io direi le due Yamaha, le due Honda, le due Ducati e poi magari uno jolly”.

Rossi non ha un buon rapporto con l’anteriore media

Si parla poi anche delle gomme e Valentino Rossi risponde: “Secondo me davanti si può correre sia con la morbida che con la dura, quindi sia con la bianca che con la gialla. Mentre dietro si può correre sia con la media che con la dura, quindi sia con la nera che con la gialla. Dipenderà dalla temperatura e dipenderà anche dalla scelta degli altri. La media all’anteriore non abbiamo un buon rapporto”.

Valentino Rossi poi commenta anche il suo nuovo casco: “Ho voluto fare un omaggio a Totti perché è stato uno degli sportivi più importanti d’Italia ed è stato anche uno dei miei idoli quindi era doveroso. Poi domenica eravamo insieme ai miei amici, insieme a Uccio, io ero tutto storto nel lettino e loro mi prendevano in giro e mi dicevano ‘oh domenica gli fai il cucchiaio’. Riprendendo il cucchiaio di Totti nella semifinale degli Europei. Non lo so se lo darò a Totti, volentieri”.

Infine, chiusura sull’altro omaggio presente sul casco, quello a Nicky Hayden: “Abbiamo fatto un bel omaggio per ricordare Nicky, facendo questo logo unendo il 46 con il 69, è venuto molto bene e anche ricordare Hayden era assolutamente doveroso”.

Antonio Russo