Kimi Raikkonen: “Non c’è molto da dire”

Kimi Raikkonen (©Getty Images)

Non ha mai amato molto esprimere le proprie emozioni, ma il volto di Kimi Raikkonen al termine del GP di Montecarlo è stato un condensato di tutto quello che poteva essere trasmesso a parole. Deluso. Amareggiato. Iceman ha visto rovinato un weekend perfetto per colpa della strategia a favore di Vettel. E lui non ha potuto fare altro che accodarsi e accettare ciò che altri avevano deciso. Niente vittoria dunque, malgrado una pole meritata e che gli mancava dalla gara di Magny-Cours del 2008.

“Non c’è molto da dire. Sono entrato ai box quando mi hanno chiamato”. Ha dichiarato tra il diplomatico e l’alterato in conferenza. “Non so comunque se sarei riuscito a vincere se avessi fatto il cambio gomme dopo Vettel. Non si può vivere di se. Oggi è successo questo ed è ciò che dobbiamo accettare”.

“Sul fronte auto non ho avuto problemi, per il resto non conosco le motivazioni che abbiano spinto il muretto a farmi entrare proprio quando c’erano traffico e diversi doppiati, in particolare Button, che mi hanno rallentato”. Ha proseguito nella sua analisi. “Ad ogni modo l’importante è aver portato a termine la corsa. In generale credo sia stata una bella giornata per la squadra, un po’ meno per me”.

Interrogato poi sulla libertà all’interno della Ferrari e sulla possibilità di disobbedire ad ordini a volte incomprensibili, il driver di Espoo ha quindi risposto sorridendo: “Se volessi potrei anche spegnere la macchina mentre sono in gara. Però non è questo il punto. Se non ci si fida del proprio gruppo diventa tutto più complicato. Il nostro target qui era di portare a casa la doppietta e ce l’abbiamo fatta”.

Infine sulla chance iridate del Cavallino Kimi Raikkonen ha concluso: “E’ ancora troppo presto per fare questo genere di discorsi. Ciò che conta è dare sempre il massimo, progredire in maniera costante e limitare il più possibile i weekend no”.

Chiara Rainis