Guido Meda: “Hayden, bel ragazzo dentro e fuori”

Guido Meda
Guido Meda (©Getty Images)

Nicky Hayden non è più tra noi da ieri pomeriggio. Il 35enne pilota americano si è spento dopo i giorni passati in Rianimazione presso l’ospedale Bufalini di Cesena. Troppo gravi i danni cerebrali subiti dopo l’incidente in bicicletta di mercoledì scorso.

In queste ore tutti stanno dimostrando il proprio affetto nei confronti di Kentucky Kid. Dai suoi ex colleghi ai protagonisti di altri sport, passando per i tanti tifosi che lo apprezzavano. Come abbiamo già avuto modo di dire, anche se non lo tifavi, era praticamente impossibile provare antipatia per Hayden. Neppure i tifosi di Valentino Rossi, che nel 2006 videro sfumare un titolo all’ultima gara proprio a favore di Nicky. Troppo positivo questo personaggio all’interno del Motomondiale per provare qualsiasi forma di disprezzo nei suoi confronti. Sempre sorridente e dalla condotta impeccabile.

Guido Meda ricorda Nicky Hayden

Guido Meda ha raccontato tantissime gare di MotoGP in questi anni, comprese le diverse in cui Nicky Hayden è stato protagonista. Il noto giornalista ha voluto ricordare su Sky Sport il pilota americano, tragicamente scomparso. Queste le sue prime parole: “Il vuoto riguarda più la dolcezza che non l’esuberanza. Nicky Hayden non era affatto l’americano tutto show, casino, voce alta e gesti eclatanti. Anzi, nella sua vita a 300 cercava serenità senza fare rumore. Ora che non ci sono più le parole per spiegarsi come uno che passa la vita a correre in moto debba morire per un incidente durante un giro in bicicletta, non rimane che la necessità di rendere giustizia alla maniera in cui Nicky Hayden aveva scelto di vivere.”.

Meda ricorda che Hayden non fece mai polemiche contro gli avversari. L’unica arrabbiatura, con l’allora compagno Dani Pedrosa che lo stese in Portogallo mentre si giocava il titolo, durò poco. E quanto fosse stimato nel paddock lo si capisce dai messaggi di queste ore da parte degli ex colleghi: “Leggete le testimonianze dei suoi colleghi che lo piangono e troverete sobrietà. Sanno come onorarlo perché ce l’hanno avuto vicino. E’ un automatismo. Così come venne ricordata con sconfinata disperazione l’esplosività umana di Marco Simoncelli, credo che verrà ricordata con dolce ed equilibrata compostezza la figura di Nicky Hayden. Perché erano modi diversi di essere la stessa cosa: due cari ragazzi”.

Il noto telecronista della MotoGP spende nuove parole di elogio per Nicky, spiegando lati del suo carattere molto umani per un pilota: “E’ stato uno dei pochi piloti della Motogp che abbiamo visto piangere in diretta. Ci vuole più coraggio a piangere a dirotto con gli occhi del mondo addosso, che non ad entrare in piega a centottanta. Lo fece con sincerità mostrando quanto possa essere vulnerabile l’anima di un pilota della Motogp normalmente identificato come lo sportivo duro e invulnerabile per eccellenza”.

Kentucky Kid era uno di quelli che non mollava mai, neppure nei momenti più difficili della sua carriera. Era umile e sapeva anche riconoscere quando gli avversari erano più forti. Meda lo ricorda come un buono e conclude il suo ricordo così: “Se fosse stata colpa sua nel tragico incidente di mercoledì a Misano e potesse parlare Nicky Hayden lo direbbe: “Was my fault”. Se invece fosse colpa del trentenne automobilista con cui si è scontrato e potesse sollevargli l’anima pesante lo farebbe senza pensarci un secondo: “Don’t worry”. Nicky Hayden era un bel ragazzo dentro e fuori, con un talento sconfinato per l’equilibrio, su ruote e nel cuore”.