Nicky Hayden: brutte notizie, i danni sono gravissimi

Nicky Hayden (©Getty Images)

Tutto il mondo dei motori è con Nicky Hayden, lo dimostrano i tanti messaggi che stanno giungendo un po’ da tutto il mondo delle due ruote. Uno dei gesti più belli di giornata è stata sicuramente la lettera postata su Facebook da Valentino Rossi, che ha ammesso un’amicizia molto forte con il driver statunitense. Dopo l’incidente di ieri si è subito intuita la gravità di tutto, ma a Nicky si chiede di lottare, così come faceva in pista, per tornare ancora più forte di prima.

Nicky Hayden dopo l’incidente di ieri mentre era in bici è ricoverato presso l’ospedale Bufalini di Cesena in condizioni critiche. Il primo bollettino medico di giornata parlava di condizioni stazionarie ma comunque molto gravi. Verso le 17 è stato emesso un nuovo bollettino che non è di certo confortante: “Le condizioni cliniche di Nicky Hayden restano estremamente gravi. Il giovane ha riportato un grave politrauma con conseguente gravissimo danno cerebrale”.

Hayden non mollare

In giornata sono attesi i familiari di Nicky Hayden, con l’unica eccezione del padre Earl, che recentemente è stato afflitto da problemi cardiaci. Nella serata di ieri, invece sono giunti in ospedale i componenti dell’altra sua famiglia, il team Honda, che da anni gli ha fatto da casa tra MotoGP e Superbike.

Attualmente Nicky Hayden era impegnato nel campionato Superbike con il team Honda, che a dispetto delle grandi attese della vigilia stava un po’ steccando la stagione. Il pilota statunitense era atteso dalla prova britannica, sul tracciato del leader della classifica, il bi-campione Rea. Sicuramente sarà impossibile vederlo anche solo nei box nella prossima gara, ma sarebbe bello poterlo vedere a fine stagione, anche se un po’ claudicante, accanto ai suoi colleghi piloti nel paddock.

C’è una nuova gara da vincere e il campione del mondo 2006 MotoGP dovrà dare fondo a tutta la sua forza interiore. Forza Nicky, ti aspettano tutti con la bandiera a scacchi in mano e un grosso sorriso.

Antonio Russo