Ducati, MotoGP sempre più monopolizzata dalla Rossa

Ducati (©Getty Images)

In casa Ducati c’è moderato ottimismo dopo il 3° posto di Jorge Lorenzo a Jerez. Per la Rossa di Borgo Panigale l’inizio stagionale era stato decisamente pessimo, soprattutto per la stella spagnola, capace di raccattare nei primi 3 Gran Premi appena un 11° posto, un 9° posto e un ritiro. L’acquisto di Lorenzo, pagato a peso d’oro dalla Ducati doveva servire alla controllata di Audi per fare il definitivo salto di qualità per lottare per il titolo con gli altri top team, ma ciò, almeno per ora, non è accaduto.

In casa Ducati però si possono ben consolare con una griglia di partenza stracolma di proprie moto ogni domenica. L’azienda di Borgo Panigale, infatti, schiera quest’anno ben 8 prototipi. Alle ufficiali guidate da Dovizioso e Lorenzo, infatti, si affiancano i team satellite di Pramac, Avintia e Aspar.

La Ducati è contenta, Ezpeleta no

Come riportato da “Crash.net” in Ducati hanno annunciato che è stato raggiunto un accordo con il team Aspar per prolungare la partnership con Borgo Panigale anche per il 2018. Nei giorni scorsi anche Avintia aveva firmato con Ducati per l’anno prossimo per avere le 2 GP17 attualmente nelle mani di Dovizioso e Lorenzo.

Per ora dai vertici Ducati non è ancora filtrato se il Team Aspar sarà dotato delle GP17, ma ci sono buone possibilità che sia così. Intanto proseguono i contatti anche con Pramac per mettere nero su bianco il nuovo accordo. Insomma le possibilità di vedere team satelliti per Aprilia, Suzuki e KTM sembrano sempre più risicate.

Se da un lato Ducati può sorridere per i tanti soldi e la tanta visibilità proveniente dalle 8 moto presenti in griglia con il proprio marchio, dall’altro non sarà di certo contento Carmelo Ezpeleta, che si ritroverà a gestire ancora una volta quasi un Campionato Mondiale di Ducati. Il CEO della Dorna, infatti, ha più volte affermato che vorrebbe per il futuro della MotoGP tutti costruttori con massimo un solo team satellite ciascuno per aumentare la competitività di tale sport.

Antonio Russo