Pablo Nieto: “Niente MotoGP per il VR46 Team”

Pablo Nieto (Sky Racing Team VR46 – Milagro)

Pablo Nieto è praticamente cresciuto a pane e motori, figlio del 13 volte campione del mondo Angel Nieto, ha cominciato la sua carriera nel Motomondiale dal 1998, prendendo parte al Gran Premio della Catalogna con un’Aprilia, giungendo 22° al traguardo. Negli anni successivi mette insieme 158 gare, 1 vittoria (Gran Premio del Portogallo del 2003), 8 podi e 7 pole, il tutto nella Classe 125 sino al 2008 anno del definitivo ritiro dal mondo agonistico.

Grande amico di Valentino Rossi, Pablo Nieto è attualmente il team manager dello SKY Racing Team VR46, noi di Tuttomotoriweb.com lo abbiamo intervistato per capire in quale direzione vuole viaggiare la squadra del Dottore.

Quando hai maturato la decisione di diventare team manager dello SKY Racing Team VR46? Come ti è stato chiesto?

Conosco Valentino, Uccio e Albi da tanti anni. Un’amicizia nata quando ancora correvo nel Mondiale come pilota. Era il 2014, lavoravo in Moto3 con il Team Calvo come Team Manager – avevo vinto il titolo con Maverik nel 2013 – e mi hanno fatto una proposta. L’offerta era di occuparmi di questo progetto ambizioso al fianco di VR46, Sky e dei giovani talenti italiani delle due ruote. Quando Valentino ti chiama, non si può dire di no.

Siete impegnati in Moto2 e in Moto3, la squadra è giovane, ma si può già parlare di titolo per qualcuno dei vostri piloti?

In Moto3, abbiamo maturato tanta esperienza in questi anni, mentre in Moto2 è un doppio debutto per piloti e Team. Siamo solo alla quarta gara della stagione: è veramente troppo presto per delle previsioni reali soprattutto nelle cilindrate inferiori. Ovviamente vincere il titolo è l’obiettivo di chiunque, ma abbiamo ancora molto da fare.

L’impegno dello SKY Racing Team VR46 potrebbe in futuro estendersi anche alla MotoGP? Magari dopo il ritiro di Valentino?

Come dicevo, il nostro progetto è di aiutare i giovani talenti italiani delle due ruote ad arrivare in MotoGP. Il nostro compito, con la VR46 Riders Academy e Sky, è quello di farli crescere, migliorare, insegnare loro un metodo di lavoro per portarli ad essere competitivi nelle loro rispettive classi. Al momento ogni progetto MotoGP è escluso.

Hai corso per tanti anni in 125, tra i piloti con i quali hai combattuto c’era qualcuno in particolare che ti ha impressionato più degli altri e perché?

Sicuramente tra gli avversari più notevoli e che mi hanno impressionato Pedrosa e Lorenzo. Talentuosi, veloci e con un altro passo rispetto ai coetanei.

Cosa significa essere il figlio di Angel Nieto?

Sono molto orgoglioso di essere figlio di Angel Nieto. In questo mondo portare questo nome è sicuramente una responsabilità, ma non è un peso, è una cosa di cui vado fiero.

Ci racconti il tuo primo incontro con Valentino Rossi, impressioni, aneddoti?

Conosco Valentino da anni. Ancora correvo nel Mondiale come pilota, era il 1997. Lo incontrai ad un evento Aprilia a Madrid, poi qualche giorno di vacanza insieme ad Ibiza.

Valentino ha sorpreso tutti in queste prime gare, tu pensi che possa lottare per il titolo sino alla fine?

E’ difficile dirlo ora, ma una cosa è sicura: comunque andranno le cose, Valentino è sempre lì. È bellissimo ed è la cosa più importante.

Infine, ci fai un pronostico su chi vince il mondiale quest’anno in Moto3, Moto2 e MotoGP?

Siamo solo alla prima gara europea della stagione, la rotta verso Valencia è ancora lunga. In Moto3, è davvero difficile fare pronostici, ci sono 5/6 piloti davvero competitivi. In Moto2, mi piace dire Morbidelli e Baldassarri, due talenti dell’Academy. Anche in MotoGP fare previsioni è azzardato, mi auguro un Campionato combattuto fino all’ultima gara.

Antonio Russo