Gilles Villeneuve, 35 anni senza la sua folle velocità

Gilles Villeneuve (©Getty Images)

8 maggio 1982, esattamente 35 anni fa il mondo della Formula 1 restava orfano della sua espressione più pura di velocità e pazzia, Gilles Villeneuve. Il pilota canadese cominciò la sua carriera con le motoslitte, insieme al fratello Jacques. La svolta per il giovane Gilles arrivò nel 1977, quando durante il Gran Premio Trois Rivieres vinse davanti al campione del mondo in carica di Formula 1, James Hunt. Proprio quest’ultimo decise di segnalare il canadese al direttore sportivo della McLaren Teddy Mayer, che gli organizzò dei test e lo fece partecipare al Gran Premio di Gran Bretagna.

Enzo Ferrari però lo nota e se ne innamora subito. A questo punto Gilles Villeneuve comincia a prendere uno strano vezzo, quello di dichiararsi nato nel 1952 e non nel ’50. In pratica il canadese credeva di avere un’età troppo avanzata per essere appetito dai top team, quindi praticamente per tutta la carriera mentì sulla data di nascita.

L’impatto con la Formula 1 non è dei migliori

Le prime gare in Ferrari per Gilles Villeneuve sono davvero dure, viene duramente attaccato dalla stampa che non comprende la scelta del Drake. In Giappone il canadese si rende protagonista di un pauroso incidente con Ronnie Peterson causando la morte di un commissario di percorso e di un fotografo. Il momento è buio, ma Enzo Ferrari continua a credere in lui e gli affida una monoposto anche per l’anno successivo.

Il ’78 è per lui un anno di apprendistato, l’inizio non è esaltante, ma nel finale a suon di grandi prestazioni riesce a conquistarsi il rinnovo in Ferrari. Nel 1979 arriva per lui al Gran Premio di Francia il primo duello che lo lancia nella leggenda della Formula 1, quello con René Arnoux. La guida di Gilles Villeneuve da molti viene ritenuta pericolosa, durante il Gran Premio d’Olanda, buca un pneumatico, ma incurante di ciò guida su 3 ruote al massimo sino ai box distruggendo il fondo della vettura. Il ’79 si chiude per lui con il 2° posto nel mondiale e la stima di tutti i tifosi Ferrari ormai conquistata.

Il 1980 da molti veniva ritenuto come l’anno della definitiva consacrazione, ma una monoposto non al livello dei piloti che la guidavano costrinse Gilles Villeneuve e Jody Scheckter ad accontentarsi per tutta la stagione. Nel 1981 la Ferrari battezza sua nuova monoposto con motore turbo. I tanti problemi di affidabilità costringono il canadese a chiamarsi fuori dalla lotta mondiale. Durante il Gran Premio del Canada però Gilles Villeneuve inscena qualcosa di epico e irripetibile. Dopo una clamorosa rimonta si piazza al 3° posto, in seguito ad un contatto però l’alettone anteriore si stacca parzialmente ostruendogli la visuale.

Gilles Villeneuve incurante dei pericoli continua a guidare, non rientrando ai box e basando le proprie traiettorie sulle traccie dei pneumatici degli altri piloti sull’asfalto. A fine gara arriva un podio che ha i contorni della leggenda. Nel 1982 il canadese a causa di un ordine di scuderia non rispettato rompe l’amicizia con il compagno di squadra Pironi e l’aria in Ferrari si fa pesante, tanto che si parla di un suo passaggio in Williams per l’anno seguente.

L’8 maggio del 1982 siamo a Zolder, si stanno disputando le qualifiche per il Gran Premio che si terrà il giorno seguente. Gilles Villeneuve tenta di superare la più lenta March di Jochen Mass, ma qualcosa va storto. I due non si capiscono e l’impatto è inevitabile. La Ferrari urta con la ruota anteriore sinistra quella posteriore destra di Mass. La Rossa di Maranello prende il volo, è qualcosa di incredibile e orribile allo stesso tempo, Gilles Villeneuve viene letteralmente sbalzato a diversi metri dalla propria monoposto, ricadendo violentemente a terra.

Sin da subito si intuì la gravità dell’incidente. I dottori ritennero che se pure Gilles Villeneuve fosse sopravvissuto sarebbe comunque rimasto in uno stato vegetativo sino alla fine dei suoi giorni. Intanto dalla Ferrari partì l’ordine di contattare immediatamente i migliori medici del mondo. Alle 21:12 di quell’8 maggio 1982, fu dato l’ordine definitivo di staccare le macchine. Gilles Villeneuve era morto rincorrendo il suo sogno, quello di vincere il mondiale di Formula 1.

Oggi a 35 anni di distanza sembra ancora di vederlo lì, pazzo e scanzonato a bordo della sua Ferrari rincorrere quel titolo mondiale, che la vita gli ha strappato dalle mani prima che tutto si potesse realizzare. Gilles Villeneuve è e rimarrà l’espressione più autentica della Formula 1, quella della velocità ad ogni costo.

Antonio Russo