Jerez, Andrea Dovizioso: “Non possiamo essere felici”

Andrea Dovizioso a Jerez (photo Instagram)

La Ducati non vince a Jerez dal 2006 e nel week-end le previsioni non sono rosee. Il circuito andaluso è troppo stretto e piccolo per la Desmosedici, ci sono curve troppo lunghe, le temperature elevate del pomeriggio non offrono un buon grip. Andrea Dovizioso pronostica un altro Gran Premio tutto in saluta per il team di Borgo Panigale.

Vincere sarà difficile, forse impossibile. “Naturalmente noi non veniamo qui e pensiamo alla vittoria”, afferma apertamente il Dovi. Il suo miglior risultato a Jerez è un 5° posto collezionato nel 2014. Qui ha svolto una giornata di test privati a fine marzo. “La differenza rispetto all’anno scorso anno è la gomma posteriore”, ha spiegato speranzoso il forlivese. “Prevedo che avrà più grip rispetto alla scorsa stagione, ma sarà migliore per tutti”.

Le poche speranze sono aggrappate alla gomma Michelin. Non è un mistero che dopo l’addio alle winglets la Ducati GP17 ha difficoltà ad evolversi, mentre Yamaha e Honda proseguono il loro sviluppo. “Ad Austin abbiamo perso tanto senza le ali. Il risultato finale ci ha mostrato l’importanza dell’assenza delle ali. In certe piste perdiamo poco, in altre molto. E’ una variabile incostante”.

Nel 2015 regnava grande euforia per essere riusciti a creare una buona base per la moto. Ma da quel momento in poi è stato difficile fare ulteriori step. Serve più tempo del previsto. “Se non ti giochi il campionato per forza c’è frustrazione – ha sottolineato Andrea Dovizioso -. Noi volevamo giocarci il campionato e non ci riusciamo. Non possiamo essere felici”.

Serve tempo, lavoro e fiducia. Senza mai perdere le motivazioni. Un lungo e laborioso lavoro di riflessione e meditazione, per non perdere le staffe e mantenere la serenità nel box Ducati. Jorge Lorenzo sembra aver già appreso la lezione. “Le cose non sono così semplice come potrebbero sembrare. Ci vuole più tempo prima che io mi abitui a questa moto molto difficile e speciale. Ma si va avanti a piccoli passi”. L’ideale sarebbe una Yamaha con livrea Ducati…

Luigi Ciamburro