Carey contro Ecclestone: “Troppe volte ha detto no”

Chase Carey (©Getty Images)

Il neo amministratore delegato e presidente della Formula 1 Chase Carey fa un primo bilancio della nuova gestione Liberty Media. E punta il dito contro le pecche di Bernie Ecclestone, reo di aver alzato troppi muri contro le nuove proposte e le ventate di novità che aleggiavano sul Circus.

In un’intervista alla Press Association britannica Chase Carey mette in risalto gli errori della passata gestione, pur promuovendo le capacità imprenditoriali di Ecclestone. A lui il merito di aver allestito un business miliardario, ma lo sport rischiava di implodere e perdere proseliti. Di certo a rendere tutto più facile ha contribuito il grande passo avanti della Ferrari, capace di mettere fine al monopolio Mercedes che si perpetrava ormai da tre anni.

Il nuovo patron della F1 ha espresso la sua frustrazione per le occasioni mancate per lo sport sotto l’ex manager Bernie Ecclestone, sottolineando la necessità di commercializzare di più. Con un assegno da 8 miliardi di dollari ha acquisito il Circus e messo fine ad un’era quarantennale. “Giorno dopo giorno aumentava il livello di frustrazione. E’ stato uno sport che aveva preso l’abitudine di dire ‘no’ troppe volte”, ha dichiarato Chase Carey. “Voglio che dica ‘sì’ molte più volte. Qual è il valore di un’idea se la risposta a tutto è ‘no’?”.

Gli errori di Mister E.

Troppe le cose che si dovevano fare e non sono state fatte con la vecchia gestione. Troppo il potenziale non sfruttato. Troppi gli errori commessi. “Tutti noi facciamo errori e nessuno è perfetto. Bernie ha creato un business da decenni e lo ha venduto per otto miliardi di dollari. Si merita tutto il credito in tutto il mondo per quello che ha fatto. Ma nel mondo di oggi – ha aggiunto il patron della Formula 1 – è necessario commercializzare un sport… Farò quello che penso sia giusto. Lo stile di Bernie era divide et impera, per tenere tutto molto vicino, ma vogliamo che sia uno spirito di partenariato in quanto competiamo in pista”.

La filosofia di Carey è volta al medio e lungo termine, il modus facendi di Ecclestone era volto solo al breve termine. “Il nostro obiettivo è quello di costruire valore a lungo termine… Il motore attuale, ad esempio, è finito per essere troppo complicato, troppo costoso, e ha perso un po’ del suono che ha aggiunto mistica a questo sport… Non si ha intenzione di avere un nuovo motore in due mesi, perché potrebbe fare più male che bene”. La rivoluzione sarà lenta e progressiva.

Luigi Ciamburro