Lewis Hamilton triste per la McLaren

McLaren (©Getty Images)

Lewis Hamilton non ha dimenticato la McLaren, la scuderia con cui ha debuttato in F1 nel 2007 e per cui ha vinto il suo primo titolo mondiale nel 2008. Ed infatti, spesso in questi cinque anni di assenza spesso si è trovato a rilasciare dichiarazioni di sostegno al team di Woking mai tornato da allora alle prestazioni e agli standard della sua gloriosa storia.

“Li porto sempre nel cuore”. Ha ammesso ai media presenti a Sochi riferendosi al suo vecchio gruppo di lavoro. “Con loro ho passato una parte importante della mia carriera ed è ovviamente triste vedere una squadra così importante non riuscire a registrare performance al top. Spesso accadono cose che sfuggono dal proprio controllo, ma in altri casi gli eventi sono la conseguenza di decisioni prese da un collegio di persone. Ora stanno riprovando a riportare la scuderia dove merita, ossia nelle prime posizioni. Spero sinceramente che riescano a tornare a combattere per la vittoria. Sarebbe fantastico. Da quando sono andato via non hanno mai vinto neppure una corsa, ma sono certo sapranno rimediare una volta compresi i problemi con la power unit”. Ha concluso il britannico.

Il problema di Alonso

Vicinanza spirituale dell’ex pulcino a parte, la McLaren in Russia ha vissuto un altro weekend nero. In particolare questa volta la sfortuna è toccata ad Alonso. Già ritirato al giro di formazione per un guasto al motore.

“Nel warm up lap abbiamo notato subito qualcosa che non andava nel sistema di recupero dell’energia. In pratica la MGU-H non funzionava. Allora abbiamo chiesto a Fernando di seguire la procedura di reset, però non ha funzionato”. La spiegazione del boss Honda Yusuke Hasegawa al magazine RACER. “Non siamo sicuri si sia trattato di una problematica già avuta questo campionato, dunque dovremo analizzare. Quindi sul terz’ultimo posto di Stoffel Vandoorne il manager nipponico ha detto: “E’ stato positivo che sia riuscito a coprire la distanza di gara, però purtroppo non siamostati abbastanza competitivi da condurlo dai punti. I dati raccolti ci torneranno utili per il prosieguo”. La sua conclusione.

Chiara Rainis