Lewis Hamilton: “La F1 non pensa ai poveri”

0
100
Lewis Hamilton (©Getty Images)

Figlio di un impiegato di distributori di bevande e dunque lontano dallo stereotipo del pilota di F1 erede di genitori dal portafoglio pesante, Lewis Hamilton in un’intervista al magazine Rolling Stone ha voluto denunciare il classismo insito nel motorsport, che premia il denaro e non le capacità.

“Il pilota è un mestiere bellissimo e ti permette di fare cose incredibili, tuttavia oggi la F1 è praticamente preclusa a chi ha umili origini. Girano troppi soldi ed è tutto molto costoso. La triste realtà è che fra un ragazzino che vince tutte le gare e un altro ricco andrà sempre avanti il secondo. Dunque servono provvedimenti per invertire la rotta”. La denuncia del britannico della Mercedes.

“Personalmente devo tutto a mio papà”. Ha aggiunto parlando del ruolo fondamentale ricoperto dal padre nel raggiungimento dei suoi obiettivi. “Se non ci fosse stato lui non ce l’avrei mai fatta. Per garantirmi questa carriera era arrivato addirittura a svolgere quattro lavori contemporaneamente. Ogni volta che mi siedo al volante penso ai suoi sacrifici”.

Quindi in vena di denunce sociali il campione di Stevenage ha sottolineato anche la presenza di un certo razzismo nel mondo dei motori. “In 24 anni non ho mai incontrato un altro collega nero”. Ha detto.  “Solo adesso comincio a vedere bambini di razze diverse che corrono in auto ed è un cambiamento importante”. E sempre sul tema colore della pelle ha svelato: “A 4 o 5 anni ho subito il bullismo dei compagni di scuola. Allora a 6 anni ho chiesto a papà di inscrivermi a karate. Invece ho fatto boxe e un giorno, nonostante il naso rotto, anche grazie al suo sprone, ho battuto uno più grande e forte di me”.

“Purtroppo l’emarginazione continua a esserci in tutto il mondo. E’ una cosa terribile. Un comportamento da codardi. Chi lo subisce dovrebbe chiedere aiuto e chi assiste intervenire. A mio avviso i professori dovrebbero aiutare i ragazzi nelle scuole, ma spesso anche parlando ai bulli loro continuano”. Ha concluso Lewis Hamilton.

Chiara Rainis