Penalty a Valentino: si riapre il dibattito virtual board

(©Getty Images)

Il penalty inflitto a Valentino Rossi riapre il dibattito sulle comunicazioni tra piloti e box durante la gara. Se ne era parlato l’anno scorso durante il GP del Sachsenring, quando il ritardato flag-to-flag costò la vittoria al campione di Tavullia, lasciando la vittoria nelle mani di Marc Marquez.

Al momento sul quadro comandi dei piloti possono comparire solo quattro indicazioni: “bandiera rossa” (gara sospesa), “bandiera nera” (pilota squalificato), “ride trought” dopo una partenza anticipata e quella che segnala un’avaria. Da tempo si parla di sperimentare una “virtual board” che consenta alle squadre di comunicare messaggi diretta sul quadro dei comandi dei piloti. Quelle stesse informazioni che vengono segnalate attraverso i cartelli esposti fuori dai box, ma che spesso rischiano di non essere viste o comprese subito dagli atleti in pista.

Un buon motivo per una comunicazione diretta con i box potrebbe essere l’avviso di una sanzione imposta durante la gara. Come avvenuto, ad esempio, a Valentino Rossi durante il GP di Austin, quando la Direzione Gara gli ha inflitto 0,3″ per aver tagliato una curva in seguito al contatto con Zarco. In quel frangente il team Yamaha ha preferito non avvisare subito il pesarese.

Il penalty di Austin

Una giusta scelta? “E’ sempre molto difficile, perché non abbiamo la comunicazione diretta. La mia squadra ha aspettato – ha spiegato il Dottore, come riportato da Speedweek.com -. Quando ho superato Dani, sono stato in grado di aprire un gap di un secondo abbastanza rapidamente. Pertanto, hanno detto che questa informazione non era rilevante. Se avessi letto 0,3 secondi, mi sarei chiesto se fosse di tre secondi o tre decimi. Avrei potuto rischiare molto per accumulare più vantaggio e avrei potuto commettere un errore. Di conseguenza, hanno preso a mio parere la decisione giusta. Era meglio non sapere”.

Il team Repsol Honda ha deciso diversamente con Dani Pedrosa e informato della penalizzazione a Rossi quasi subito. “Ho visto sul cartello che aveva ottenuto un penalty, ma non ho potuto fare altro in ogni caso, perché ero alle prese con la mia gomma posteriore – ha spiegato lo spagnolo -. Con una penale di 0,3 secondi non era fondamentale sapere”. Ma ammette: “A volte non si vede proprio ciò che è scritto sulla lavagna”. Dorna e Irta avranno altro su cui discutere prossimamente.

Luigi Ciamburro