MotoGP, Jorge Lorenzo: differenza tra Yamaha e Ducati

Jorge Lorenzo
Jorge Lorenzo (©Getty Images)

Aumenta la pressione in casa Ducati, soprattutto nell’angolo box di Jorge Lorenzo. Un investimento da 12 milioni di euro che finora non ha portato soddisfazioni. E difficilmente riuscirà a portarne nel corso di questa stagione. Il passaggio dalla Yamaha alla Ducati si è rivelato più traumatico del previsto. Serve tempo e pazienza, lavoro e costanza, oltre ad un jolly di Gigi Dall’Igna da tirare fuori dal cilindro magico.

Al momento Jorge Lorenzo vive una situazione psicologicamente difficile. Ha l’esperienza per affrontare la sfida tutta in salita. “Non ho bisogno dello psicologo, so che questo è lo sport. A volte le cose non si incastrano per motivi diversi”, ha confessato il maiorchino a Manuel Pecino di Sport Rider. “Sono abituato a reggere i miei problemi, a dimenticarli o ad analizzarli quando occorre”. Si dovrà limare decimo dopo decimo fino ad arrivare al livello degli altri e poi superarli.

Ma dove risiede la principale difficoltà della Desmosedici GP17? Nel modo di guidarla, innanzitutto. Diventa problematico dimenticare nove anni sulla M1 per passare su una moto assai differente. “Il mio istinto mi fa guidare come sulla Yamaha. Con la Yamaha, se si sta spingendo troppo duro, si va lento… Con la Yamaha bisogna rallentare un po’ all’inizio, perché la moto non ti permette di frenare né molto aggressivo, né troppo tardi, si deve frenare presto e aprire il gas in anticipo. Con la Ducati, è esattamente il contrario: bisogna frenare più tardi, con più forza, per generare più trasferimento di peso. D’altra parte, devo usare il freno posteriore, che con la Yamaha non ho mai usato”.

Una moto opposta alla Yamaha che richiederà tempo per metabolizzarla. “E’ come giocare in un campionato di calcio molto offensivo – ha aggiunto Jorge Lorenzo – e improvvisamente si deve andare a giocare in Italia, dove si gioca essenzialmente sulla difensiva”. Serve fisicità, giocare molto sul freno posteriore e sulla forza delle braccia. “Ma credo fermamente che quando arrivo a capire come andare veloce con questa moto, in quanto sono riuscito a capire tutte le moto che ho cavalcato nella mia carriera, posso fare meglio di quanto stanno facendo gli altri”. Adesso il problema è passare dalla teoria alla pratica…